Perché i cristiani dovrebbero considerare l’evoluzione?

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In Breve

Poiché l’argomento evoluzione è relativamente difficile, molti cristiani sono tentati di ignorarlo semplicemente o comunque di rifiutarlo. Eppure, considerare il creazionismo evolutivo è di enorme vantaggio per noi cristiani, sia per la nostra relazione con il Creatore, sia per la nostra relazione con le altre persone, sia credenti che non cristiani. Innanzi tutto, i cristiani dovrebbero studiare l’evoluzione perché, proprio come tutte le scienze naturali, essa non è altro che lo studio della creazione di Dio. La creazione stessa è una rivelazione complementare a ciò che ci viene comunicato nelle Sacre Scritture e, attraverso essa, Dio ci mostra come e quando ha fatto emergere la vita, per la Sua gloria e il Suo onore. Lo studio della creazione è anche un invito a capire nel profondo le caratteristiche e le peculiarità del Padre, del Figlio e dello Spirito. In seconda istanza, considerare il creazionismo evolutivo aiuta la Chiesa nella sua missione di evangelizzazione, sostenendo i giovani cristiani nella loro fede, aiutando a rispondere alle critiche e dandoci il mezzo giusto per poter contribuire in modo effettivo ad una cultura più ampia. Una attitudine anti evoluzionista può danneggiare i giovani cristiani presentando loro una falsa scelta tra operare e ragionare in modo scientifico OPPURE basarsi sulla fede. In modo simile, un atteggiamento ostile nei confronti dell’evoluzione può intralciare l’evangelizzazione quando le persone si sentono dire che devono rifiutare la scienza per seguire Cristo. D’altro canto, studiare l’evoluzione come un processo voluto da Dio aiuta i cristiani a smentire quelle argomentazioni secondo le quali la scienza rafforza la visione ateistica del mondo. Inoltre, man mano che la Chiesa si cimenta in importanti problematiche che emergono dal rapido sviluppo della scienza, della medicina e della tecnologia, una voce incentrata in Cristo in aree come la bioetica sarà più forte se si basa su una corretta conoscenza delle scienze naturali, inclusa l’evoluzione.

In Dettaglio

Perché i cristiani dovrebbero prendere in considerazione il creazionismo evolutivo?

Alcuni cristiani hanno paura della parola “evoluzione” e non senza motivo: considerare l’evoluzione un mezzo con cui Dio ha creato la vita che vediamo attorno a noi ci suggerisce che dobbiamo rivisitare alcuni noti passaggi della Bibbia e pone anche alcune difficili domande di carattere teologico. Al tempo stesso, gli atei estremisti invocano ripetutamente l’evoluzione nei media, cercando di discreditare le Sacre Scritture e la fede cristiana. Quindi perché focalizzarsi su un argomento così controverso? Noi di BioLogos ci rendiamo conto che queste problematiche sono complesse, ma crediamo che la Chiesa sia chiamata a prendere in considerazione il creazionismo evolutivo. Per noi, questa conversazione non riguarda solo idee astratte e dibattiti accademici, ma concerne la creazione, ancora in corso, di Dio, la fede dei credenti e la missione della Chiesa. Qui sotto ci sono alcuni punti da considerare riguardo all’evoluzione nell’ottica della fede cristiana.

Considerare l’evoluzione ci aiuta a comprendere la creazione di Dio

Come cristiani, noi crediamo che “All’inizio Dio creò il cielo e la terra” (Genesi 1:1) e che la Bibbia ci insegna che Dio rivela se stesso nel mondo naturale che Egli stesso ha creato (“I cieli dichiarano la gloria di Dio”, Salmo 19:1). Studiando la creazione di Dio, gli scienziati hanno scoperto incredibili meraviglie che vanno di gran lunga al di là di ciò che descrive la Bibbia: cose come i quark, i neuroni e le galassie. Gli scienziati hanno anche scoperto molte evidenze della lunga storia dell’universo e della vita (umani inclusi), come si può leggere nelle pagine di questo stesso sito. E’ cruciale che i cristiani considerino queste evidenze perché provengono dall’opera stessa di Dio nel mondo naturale. Poiché noi crediamo che la natura dichiara la gloria di Dio, non possiamo smettere di ascoltare il creato quando esso dichiara qualcosa che ci sembra nuovo.

Noi di BioLogos vediamo la creazione evolutiva come la descrizione del modo e delle tempistiche con le quali Dio ha fatto emergere tutte le creature sulla Terra. Non vediamo Dio distante da questo processo, poiché Dio non ha semplicemente impostato l’universo all’inizio e poi lo ha lasciato andare per suo conto. Al contrario, Egli governa l’universo istante dopo istante, sostenendo tutte le cose tramite il potere della Sua parola. Gli schemi regolari della natura che noi chiamiamo leggi naturali hanno le loro fondamenta nel regolare e fedele governo di Dio (vedere Geremia 33:19-26). Perciò noi crediamo che Dio abbia creato ogni specie vivente ed ogni cosa in modo che noi possiamo descrivere il processo di creazione scientificamente. Il modello scientifico dell’evoluzione non toglie a Dio il ruolo di creatore, proprio come la legge di gravità non toglie a Dio il ruolo di sovrano dei pianeti.

Considerare l’evoluzione ci aiuta a capire Dio Creatore

L’ordine del creato, cioè la natura, ci insegna anche riguardo al Creatore. I cieli dichiarano la gloria di Dio (Salmo 19:1) e mostrano il Suo eterno potere e la Sua divina natura (Romani 1:20). La Bibbia è la nostra prima fonte di conoscenza su Dio e le caratteristiche di Dio non possono essere desunte solamente osservando la natura. Ma per coloro che conoscono e hanno fede in Dio come loro salvatore, l’ordine del creato ha ovunque l’impronta del Creatore. I cieli stellati mostrano la gloria di Dio (Salmo 19), la bufere mostrano la potenza di Dio (Salmo 29) e gli ecosistemi mostrano la cura di Dio per le piante e gli animali (Salmo 104:10-18). Oggigiorno conosciamo molto più sulla creazione di Dio di quanto fosse noto agli autori biblici; i telescopi e i microscopi hanno espanso i nostri orizzonti sull’immensamente grande e sull’immensamente piccolo. Attraverso la scienza abbiamo anche imparato molto su come le cose funzionano e coesistono. Unendo lo studio alla preghiera possiamo intravvedere il pensiero di Dio, seguendo le Sue mani attraverso la conoscenza delle leggi fisiche che Egli ha usato per creare il mondo, stupendoci di fronte al modo con cui Egli si occupa della creazione e di fronte alle infinite e bellissime cose che ha creato.

Qui di seguito ci sono tre esempi di attributi biblici di Dio che vengono enfatizzati dallo studio della scienza evolutiva:

  • Dio è generoso. Dio non ha creato solo un tipo di fiore, ma utilizza il sistema evolutivo per creare una enorme varietà di fiori, di tutte le dimensioni, forme, colori e profumi. All’opposto di essere considerata “superflua” o “eccessiva”, la visione biblica dell’evoluzione ci aiuta ad apprezzare questa varietà come una indicazione della generosità insita nel dono della vita da parte di Dio all’intero pianeta. La creazione di Dio non riflette una fredda efficienza, ma la trasformazione di tale “spreco” in un motivo di adorazione, proprio come Gesù diede onore alla donna che versò un costoso profumo sui suoi piedi (Marco 14:3-9, Giovanni 12:3-8).
  • Dio è paziente e spesso agisce in modo graduale piuttosto che in modo istantaneo. Nel mondo naturale vediamo Dio creare la vita nel corso di miliardi di anni, non in modo istantaneo, e allo stesso modo anche gli imponenti processi geologici avvengono lentamente nel corso del tempo. In modo simile nella Bibbia si legge delle centinaia di anni che passarono tra l’alleanza di Dio con Abramo e l’alleanza con Davide e degli ulteriori secoli che passarono prima della venuta di Gesù “nella pienezza del tempo” (Lettera ai Galati 4:4). Nella vita di tutti i giorni spesso Dio agisce impiantando nel nostro cuore la sua Parola e lasciando che essa lentamente cresca. Dio sembra compiaciuto del lento, ma straordinario sviluppo dell’universo, proprio come Egli sta pazientemente sviluppando il suo piano di redenzione.
  • Dio è il sostentatore. Egli provvede alle sue creature in ogni momento, dando loro ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere, adattarsi e prosperare nelle comunità viventi. La Bibbia parla di Dio che nutre e si preoccupa degli animali (Giona 4:11, Salmo 104) e la moderna scienza evolutiva sta mettendo in luce come Dio abbia creato complessi ecosistemi che sostengono contemporaneamente molti differenti tipi di creature. Ma Dio provvede alle sue creature perfino a livello genetico, dando alle specie una “creatività” biologica per aiutarle a rispondere ai cambiamenti. Come il biologo Richard Colling dice, “L’evoluzione non si riferisce all’imposizione della morte e della distruzione e alla sopravvivenza del migliore. Queste cose sono parte di essa, ma non rappresentano il carattere principale dell’evoluzione… il processo evolutivo del creare duplicazioni di geni che permettono nuove possibilità è piuttosto salvezza, è potenzialità, è speranza”.

Considerare l’evoluzione aiuta la Chiesa a contrastare la visione atea del mondo

Considerare l’evoluzione fornisce un’opportunità di contrastare le argomentazioni atee, piuttosto che dar loro sostegno. L’evoluzione non è certamente una filosofia o una visione del mondo: è un modello scientifico che descrive lo schema e le regole che vediamo nella creazione della vita da parte di Dio, proprio come la gravità descrive l’interazione che Egli ha ordinato su stelle e pianeti, o come la meccanica quantistica descrive la relazione tra le particelle elementari della materia. Asserendo che l’evoluzione è la descrizione dei processi di Dio e non una possibile visione del mondo, i cristiani possono aiutare a far comprendere che l’ateismo è una filosofia secolare e non una parte della scienza.

Similmente, dovremmo rifiutare in modo chiaro ed energico l’affermazione che l’evoluzione ha dimostrato la non esistenza di Dio, distrutto il cristianesimo e mostrato che la fede si basa su nulla più che superstizione. Ma per essere capaci di fare ciò efficacemente, la nostra risposta non deve costituire un attacco a ciò che la scienza ci mostra, in modo così evidente, sull’ordine del creato, ma piuttosto evidenziare che queste argomentazioni ateistiche sono filosofia piuttosto che scienza. Le spiegazioni scientifiche dei processi naturali non eliminano Dio e non negano il Suo governo sulla creazione. E la scienza non può provare o smentire l’esistenza di Dio. Ma esplorare la creazione con gli strumenti della scienza può accrescere e sostenere profondamente la fede in Dio; un concetto che i filosofi cristiani hanno espresso in modo convincente.

Considerare l’evoluzione aiuta gli studenti cristiani a rimanere forti nella loro fede

Come dovrebbero rispondere i cristiani alla filosofia atea in veste di scienza? Come Eunice e Loide crebbero Timoteo nella fede (2 Tim 1:5, 3:14-15), così tutti i genitori cristiani, i sacerdoti, i pastori e gli insegnanti cristiani vogliono preparare i giovani affinché mantengano forte la loro fede quando entrano nell’università e nel mondo del lavoro. Ma mentre è saggio mettere in guardia i giovani credenti contro le visioni ateistiche, insegnar loro di ignorare la scienza può certamente predisporre i giovani ad una crisi di fede. Quando gli studenti cristiani incontrano le forti evidenze scientifiche sull’evoluzione, molti si rendono conto che i loro genitori e i pastori sbagliavano riguardo alla scienza e incominciano a mettere in dubbio anche altre credenze che sono state insegnate loro. Una ricerca recente mostra che un fattore determinante della perdita di credibilità della Chiesa evangelica fra i giovani è l’ostilità nei confronti della scienza moderna e l’affermazione della Terra Giovane e dei modelli di creazione anti evoluzionisti, che contraddicono virtualmente tutte le evidenze che Dio ci mostra attraverso la scienza.

D’altro canto, un altro studio recente ha mostrato che i professori di biologia che seguono Gesù e accettano l’evoluzione offrono un potente contro-ragionamento a coloro che considerano equivalenti l’evoluzione e l’ateismo e possono aiutare gli studenti a trovare la loro via nella fede, preparandoli ad essere testimoni nella comunità scientifica. Se i genitori e i leader della Chiesa, che giustamente enfatizzano la centralità di Dio e del Vangelo, insegnassero anche che i cristiani che vivono secondo la Bibbia possono avere delle vedute scientifiche su come Dio ha creato la vita, i giovani sarebbero meglio equipaggiati nel rigettare le visioni ateistiche e sarebbero inspirati ad esplorare più profondamente la creazione di Dio.

Considerare l’evoluzione aiuta l’evangelizzazione fra gli scienziati

Capire l’evoluzione può aiutare l’evangelizzazione di coloro che lavorano nei campi della scienza e della tecnologia, mentre un atteggiamento anti evoluzionista e anti scientifico della Chiesa può ostacolare l’evangelizzazione degli scienziati. Mentre l’ateismo fra gli scienziati è in realtà meno diffuso rispetto a ciò che si pensa, un recente studio mostra che oltre l’80% dei più importanti scienziati non partecipa in modo regolare alle Messe e probabilmente non considera Gesù il salvatore. Un altro studio mostra che molti degli scienziati importanti che hanno perso la fede lo hanno fatto perché la Chiesa non ha accolto positivamente loro o le loro domande. Poiché alcuni cristiani affermano che l’evoluzione deve essere rifiutata per potersi convertire al cristianesimo o per essere un vero discepolo di Gesù, la Chiesa può diventare un ostacolo per la fede, piuttosto che un sostegno per coloro che cercano Dio. Senza dubbio, tale affermazione aggiunge un prerequisito non biblico per legarsi a Cristo, proprio come alcuni, nella Chiesa originaria, vollero aggiungere il requisito della circoncisione per diventare discepoli di Cristo (Atti 15).

Al contrario, il sostegno da parte della Chiesa degli scienziati sia dentro che fuori alla Chiesa stessa è vantaggiosa per il Regno di Dio. Una delle risposte più forti all’ateismo accademico viene messa in atto quando gli scienziati credenti pregano e si preoccupano dei loro colleghi non cristiani (Matteo 5:43-48). Gli scienziati atei o agnostici sono più propensi ad ascoltare la buona novella da un loro collega scienziato che conoscono e rispettano. La piccola percentuale di scienziati che sono anche dei credenti nel Vangelo ha bisogno delle preghiere e del supporto dei loro fratelli e sorelle in Cristo, per condividere effettivamente la propria fede con i collaboratori. Inoltre le chiese, specialmente quelle vicine alle università o alle industrie di alta tecnologia, possono aumentare il raggio di azione della loro missione e rendere più ampie le congregazioni invitando scienziati, tecnici ed ingegneri in chiesa. In questo modo, apprendere come si svolge la vita quotidiana degli scienziati non mostra solo ospitalità e l’amore di Cristo per gli altri, ma aiuta le congregazioni a coltivare il loro stesso senso di meraviglia e curiosità sulla creazione di Dio.

Considerare l’evoluzione aiuta la chiesa ad impegnarsi nella cultura

Poiché la cultura moderna è satura di scienza e di tecnologia (dagli ultimi gadget della comunicazione fino ai nuovi metodi di screening medico e alle scoperte delle particelle elementari e delle biotecnologie), impegnarsi nella cultura significa impegnarsi nella scienza. I cristiani dovrebbero essere una voce rilevante ed autorevole nelle discussioni pubbliche sulle problematiche scientifiche, soprattutto per capire il miglior uso delle nuove tecnologie. Molte di queste innovazioni riguardano la nostra comprensione dei processi e delle interrelazioni delle forme di vita, descritti dalla scienza dell’evoluzione. Specialmente nel campo della bioetica, la voce dei cristiani è molto utile nel rispondere correttamente alle domande riguardanti lo sviluppo delle cellule staminali, all’uso delle informazioni scritte nel DNA e alla cura degli anziani e dei disabili.

Ma per essere autorevoli e rilevanti, i cristiani hanno bisogno di essere ben informati. Quando i cristiani parlano senza conoscere la ricerca scientifica mettono in pericolo la reputazione dell’intera Chiesa. Questo era un problema anche ai tempi di Sant’Agostino (354-386 d.C.), che scrisse: “E’ una cosa vergognosa e pericolosa per un non credente ascoltare un cristiano che, pensando di insegnare le Sacre Scritture, dice cose senza senso in un campo che il non credente conosce bene”. Oggi i cristiani possono mostrare che amano l’opera di Dio nell’ordine del creato, prendendo parte pienamente alla ricerca avanzata e sostenendo la scienza come uno strumento per proteggere piuttosto che depredare gli indifesi (Proverbi 6:16-17).

Perché noi cristiani dovremmo considerare la creazione evolutiva? Perché riconosciamo che la natura è la creazione di Dio e che essa dichiara la gloria, la potenza e l’amore del Creatore; perché capire correttamente l’evoluzione ci aiuta a rifiutare le visioni ateistiche del mondo e a sostenere coloro che sono chiamati ad esplorare la creazione attraverso le scienze; e perché rende più forte la voce della Chiesa sulla scena pubblica.

Il traduttore (About the Translator)

Corrado Ghinamo vive a Boves, Italia. Laureato al Politecnico di Torino, è dottore in ingegneria elettronica. Lavora per una ditta internazionale, in qualità di responsabile dello sviluppo organizzativo. La sua passione per la fisica, per l’astronomia e per le scienze naturali, insieme alla sua fede cristiana, lo hanno portato a scrivere e pubblicare alcuni libri in Italia. Il suo nuovo libro su scienza e fede, The Beautiful Scientist, già pubblicato in Italia con il nome “Il Creatore”, sarà pubblicato negli Stati Uniti all’inizio del 2013.

Corrado Ghinamo lives in Boves, Italy. He received a doctor’s degree in electronic engineering from the Polytechnic University of Turin. He works for an international company as the organizational development manager. His passion for physics, astronomy and natural sciences, together with his Christian faith, led him to become a published author in Italy. His new book about science and faith—The Beautiful Scientist—will be published also in the USA, at the beginning of 2013.