La Scienza e le Sacre Scritture possono essere riconciliate?

Image for: La Scienza e le Sacre Scritture possono essere riconciliate?

In Breve

Secondo la fede cristiana, Dio rivela se stesso sia nel libro scritto della Bibbia, sia nel “libro” creato del mondo naturale. Perciò, le verità che troviamo nelle Sacre Scritture non dovrebbero andare in conflitto con le verità che troviamo in natura. Eppure, talvolta le due rivelazioni sembrano affermare cose contraddittorie riguardo a come Dio ha fatto il mondo. Dato che Dio non mente, la contraddizione non può che esistere solamente al livello della interpretazione umana: o c’è una incomprensione di ciò che Dio ci rivela nella natura, o una incomprensione di ciò che Dio ci rivela nelle Sacre Scritture. Tali apparenti contraddizioni ci motivano a rivalutare entrambe le interpretazioni. I cristiani possono non essere d’accordo se siano le interpretazioni scientifiche a dover essere modificate o se lo siano quelle bibliche, ma possiamo essere d’accordo che Dio ci parla con entrambe queste rivelazioni.

In Dettaglio

Due rivelazioni

Il Salmo 19 inizia con le belle parole “I cieli dichiarano la gloria di Dio, il firmamento proclama l’opera delle sue mani”. Spesso gli scienziati citano questo Salmo per esprimere il loro ringraziamento al Creatore, quando fanno delle scoperte in laboratorio – la biochimica di una cellula dichiara anch’essa la gloria di Dio! Nella seconda metà del Salmo, Davide trasla i sui pensieri dal mondo di Dio alla parola di Dio, scrivendo “La legge del Signore è perfetta, essa ristora l’anima”. Davide rende grazie a Dio per entrambe le rivelazioni – per ciò che Dio ha rivelato in natura e per ciò che ha rivelato nelle Sacre Scritture. Nei secoli successivi, i teologi hanno introdotto la metafora dei due “libri”, dove la natura viene vista come un libro, parallelamente al libro delle Sacre Scritture. La Confessione di fede belga del 1561, o “Confessio Belgica”, afferma nell’articolo 2 che:

Noi conosciamo Dio in due modi:

Innanzi tutto, tramite la creazione, preservazione e governo dell’universo,
dato che quell’universo è di fronte ai nostri occhi come uno stupendo libro
in cui tutte le creature, grandi e piccole, sono le lettere che ci fanno riflettere sulle qualità invisibili di Dio:

la divinità e l’eterno potere di Dio, come l’apostolo Paolo dice nella Lettera ai Romani, 1:20.
Tutte queste cose sono sufficienti per giudicare gli uomini e lasciarli senza giustificazioni.

In seconda istanza, Dio ci fa conoscere se stesso più chiaramente tramite la sua santa e divina Parola, per quanto ne abbiamo bisogno in questa nostra vita, per la Gloria di Dio e per la nostra salvezza.

Dato che entrambe sono rivelazioni di Dio, entrambe portano la piena autorità di Dio e non possono essere ignorate. Lo scopo primario di ciascuna rivelazione è di insegnarci qualcosa riguardo a Dio, ma entrambe hanno anche qualcosa da dirci su come e perché Dio ha creato il mondo. Qualche volta le due rivelazioni sembrano andare in conflitto, ma siccome Dio dice solo e soltanto la verità, le due rivelazioni non possono, di fatto, insegnarci cose tra loro contraddittorie.

Ma allora qual è il motivo di tanto attrito? Il conflitto esiste al livello dell’interpretazione umana: o c’è una incomprensione di ciò che Dio ci rivela nella natura, o una incomprensione di ciò che Dio ci rivela nelle Sacre Scritture. Nei dibattiti sulla Genesi e l’evoluzione, i cristiani spesso non sono d’accordo su quale di queste due interpretazioni sia sbagliata. Possiamo, comunque, essere d’accordo che le Sacre Scritture e la natura some complementari e fedeli testimoni del loro comune Autore.

La scienza: interpretazione della rivelazione di Dio nella Natura

Costruire delle teorie scientifiche è un po’ come disegnare delle mappe. Una mappa raggruppa tipi di dati differenti, come la longitudine, la latitudine, le quote in altezza, i corsi d’acqua ed il clima per dare una rappresentazione coerente della realtà. La mappa non è essa stessa la realtà, ma un modello della realtà. Le mappe scientifiche della realtà sono note con il termine di “teorie”. Alcune teorie sono nuove e hanno carattere ipotetico (come la teoria delle stringhe), mentre altre sono di lunga data e ben sostenute da un numero abbondante di osservazioni ed esperimenti (come la fotosintesi). Il processo scientifico implica lo sviluppo e la verifica di queste teorie: gli scienziati seguono la mappa, vedono se combacia con il mondo reale ed effettuano le necessarie modifiche alla mappa stessa affinché meglio corrisponda alla realtà.

Quanto sono attendibili i risultati scientifici? La scienza è una attività umana, per cui ovviamente alcune volte può fallire. Alcuni individui che vogliano pubblicizzare se stessi possono forzare dei risultati nel tentativo di migliorare la loro reputazione. Il desiderio per un particolare risultato o una assunzione preconcetta su come le cose siano effettivamente possono sfociare in manipolazione di dati, sia in modo conscio che inconscio. Sfortunatamente ci sono stati molti esempi di tali contraffazioni di risultati nella storia della scienza. Una cronologia su come tali distorsioni siano state perpetuate può essere trovata nell’opera di Steven Jay Gould Intelligenza e Pregiudizio, che ripercorre la tragica storia di come la scienza del diciannovesimo secolo abbia trovato delle presunte prove per sostenere i pregiudizi del tempo riguardo alle relazioni tra razza e intelligenza.

Ad ogni modo, la scienza si auto-corregge. Infatti tutte le pubblicazioni scientifiche sono controllate da colleghi esperti che cercano errori di metodo, affermazioni senza dimostrazione e altri possibili problemi. Le misurazioni pubblicate sono controllate da altri gruppi di scienziati per vedere se effettivamente si ritrovano gli stessi risultati. Le teorie pubblicate sono dibattute vigorosamente e comparate con spiegazioni alternative. Qualche volta, addirittura, le motivazioni personali possono aiutare ad auto-correggere il processo globale, dato che gli scienziati possono avanzare nella loro carriera anche pubblicando gli errori riscontrati nelle pubblicazioni dei colleghi e proponendo nuove teorie. Le imprecisioni presenti nelle teorie vengono corrette se nuove scoperte ed esperimenti rivelano un problema. Quando le teorie sono nuove e si basano su dati preliminari, un atteggiamento di parte, come quello sopra descritto, può avere una grande influenza sui risultati. Ma dopo che le teorie sono state verificate e migliorate da molti scienziati a livello mondiale, tali teorie ci forniscono una interpretazione affidabile della realtà fisica.

Interpretare la rivelazione di Dio nelle Sacre Scritture

Per i cristiani la Bibbia non è solo un libro contenente lezioni morali o affermazioni di fatti accaduti. Piuttosto “tutte le Sacre Scritture sono inspirate da Dio e sono utili per insegnare, rimproverare, correggere e addestrare nella giustizia, in modo che tutto il popolo di Dio sia pienamente equipaggiato per ben operare” (2 Tim. 3:16-17). Le Sacre Scritture collegano l’azione di Dio in momenti storici reali con lo scopo che c’è dietro tali azioni. Le Sacre Scritture ci fanno anche diventare protagonisti del racconto in modo che non siamo solo dei semplici lettori, ma dei cittadini del regno di Dio e parte della storia della redenzione operata da Dio. La Bibbia è il risultato dell’alleanza divino-umana, tramite la quale Dio ha inspirato e ordinato agli autori umani di comunicare la propria parola al suo popolo.

I cristiani spesso non sono d’accordo sul preciso significato di alcuni particolari passaggi. Alcuni insegnamenti delle Sacre Scritture, come la narrazione della morte e risurrezione di Gesù, hanno un significato chiaro e definito, che è stato affermato dalla Chiesa attraverso i secoli e in tutto il mondo. Altri insegnamenti, come il battesimo degli adulti al posto di quello dei neonati, sono ambigui e la loro interpretazione è stata dibattuta per centinaia di anni. Alcuni insegnamenti, come quelli relativi al possedere degli schiavi, sono stati visti in un certo modo per secoli, ma poi sono stati reinterpretati man mano che il Vangelo si è diffuso in nuove culture. La tradizione della Chiesa può essere una valida guida per una buona interpretazione, ma qualche volta dovrebbe essere messa in discussione.

Come facciamo a trovare la migliore interpretazione delle Sacre Scritture? Un buon approccio è quello di partire da una riflessione che tenga in considerazione che cosa un certo passaggio poteva significare per la persona inspirata, autrice dello scritto, e per i lettori originari. Lo stile del linguaggio, il genere letterario ed il contesto culturale e storico sono tutti aspetti utili per capire il significato originario. Dopo aver meglio capito ciò che Dio ha rivelato ai lettori iniziali, possiamo passare a considerare che cosa Dio può insegnarci oggi, nel ventunesimo secolo. Senza questo approccio rischiamo di imporre al testo la nostra cultura moderna e le nostre preferenze personali. Questo non significa che bisogna essere degli studiosi per capire la Bibbia. Anche in passaggi che possono confonderci (come la Genesi 1-2), l’insegnamento primario di ciò che leggiamo è di solito evidente anche ad un bambino (Dio ha creato il mondo e lo ha proclamato buono). Un coscienzioso lavoro di fondo diventa importante per gli studiosi e gli insegnanti che vogliono esplorare il sottile significato e le implicazioni del testo (ovvero come tale testo si possa adattare alle conoscenze scientifiche).

Un esempio storico

La storia di Galileo Galilei è un noto esempio storico del conflitto tra la scienza e l’interpretazione biblica. Ai tempi di Galileo c’era una accesa discussione sul sistema solare, con convinzioni opposte riguardo al fatto che fosse il Sole piuttosto che la Terra ad essere al centro del sistema. Questo portò ad un dibattito sul significato dei versi della Bibbia, come il Salmo 93:1 che asserisce che “La Terra è fissa e immobile”. Se questo verso venisse letto scientificamente, significherebbe che la Terra è stazionaria e non orbita attorno al Sole. In realtà già lo stesso Galileo fece delle osservazioni astronomiche che dimostrarono che i pianeti si muovono attorno al Sole. Oggi noi interpretiamo il Salmo 93:1 nel senso che la Terra è stabile e sicura, proprio come il trono di Dio. Galileo, che rimase un Cattolico fedele fino alla fine della sua vita, spiegò in modo chiaro la sua posizione in una lettera del 1615 alla Granduchessa Cristina:

"[In] Sant’Agostino si legge: ‘Se qualcuno imporrà l’autorità delle Sacre Scritture contro una chiara ed evidente ragione, colui che fa questo non sa a cosa andrà incontro; perché egli oppone alla verità non il significato della Bibbia, che è oltre la sua comprensione, ma piuttosto la propria interpretazione; non ciò che è nella Bibbia, ma ciò che egli ha trovato in se stesso e immagina essere in essa’.”

"Questo concesso, ed essendo vero che due verità non possono contraddirsi fra loro, è la funzione degli espositori, quella di cercare il vero senso dei testi biblici. Questi dovranno senza dubbio essere concordi con le conclusioni fisiche, il cui manifesto senso e le cui necessarie dimostrazioni si sono fatte, precedentemente, a noi evidenti”.

Galileo non vedeva le sue scoperte come contrarie alla Bibbia, ma contrarie a certe interpretazioni umane della Bibbia. E, invece di dettare quale dovesse essere la corretta interpretazione, Galileo auspicava che gli studiosi della Bibbia si mettessero all’opera per capire il “vero senso dei testi sacri”.

Interazione tra la scienza e l’interpretazione biblica

Cosa facciamo quando i risultati della scienza sono in conflitto con le comuni interpretazioni bibliche? Una risposta è quella di affermare che la Bibbia è nel vero e la scienza sta sbagliando; la Bibbia, dopo tutto, è più importante per i cristiani. Questa risposta, però, non considera che la Bibbia è sempre da interpretare e un tale atteggiamento eleva una particolare interpretazione biblica al livello di autorità della Bibbia stessa. Essa riduce inoltre l’importanza della rivelazione da parte di Dio tramite il mondo naturale, invece di ascoltare cosa la scienza ha imparato riguardo ad esso. Un’altra risposta è quella di dire che la scienza ha ragione e che la Bibbia ha torto. Questa risposta, tuttavia, afferma che la Bibbia stessa è in errore, invece di sostenere che è una particolare interpretazione ad essere scorretta. Questo approccio eleva inoltre il sapere scientifico ad essere considerato il miglior tipo di conoscenza, anche se la scienza è mal equipaggiata per rispondere alle domande riguardanti i testi antichi.

Una miglior risposta è riconsiderare le interpretazioni da entrambi i lati. Quando sentiamo un risultato scientifico che sembra contraddire la Bibbia, dovremmo valutarla meglio. Quanto forte è l’evidenza? C’è un consenso tra gli scienziati? La teoria è stata verificata in modo esteso? Quali teorie alternative ci sono? Al tempo stesso dovremmo analizzare meglio l’interpretazione biblica. Cosa significava il passaggio biblico per i lettori originari? Quali interpretazioni sono state sostenute durante la storia della Chiesa? Quali sono le implicazioni teologiche? Piuttosto che rifiutare l’uno o l’altro punto di vista, possiamo studiarli entrambi più attentamente, ricordandoci che Dio ci parla sia con le Sacre Scritture che con la natura. Con questo approccio, la scienza non determina quale interpretazione delle Sacre Scritture sia la migliore. Piuttosto, la scienza ci motiva a leggere più attentamente le Sacre Scritture, adoperando una buona cultura biblica per determinare la migliore interpretazione.

Occasionalmente, molteplici interpretazioni di una stessa Sacra Scrittura sembrano ugualmente appropriate, se considerate con gli strumenti della conoscenza biblica. In tali casi, la scienza può essere determinante. Mostrandoci cosa Dio ci rivela in natura, la scienza può mostrare che alcune interpretazioni non sono corrette. Come il Professor Donald Mackay scrive:

Ovviamente una interpretazione superficiale di molti passaggi potrebbe essere messa in confronto con le scoperte archeologiche ed il significato di altri passaggi potrebbe essere arricchito dalle conoscenze scientifiche e storiche. Ma vorrei suggerire che la funzione primaria della ricerca scientifica in tali campi non è di verifica e nemmeno di aggiunta all’ispirato quadro, ma di aiuto nell’eliminare i modi impropri di contemplarlo. Per continuare con la metafora, penso che i dati scientifici che Dio ci fornisce possono qualche volta servirci come monito, quando siamo troppo vicini a tale quadro o lo stiamo vedendo da una angolazione errata o abbiamo delle aspettative sbagliate, per essere in grado di vedere correttamente il disegno inspirato che egli intende fornirci.

Further Reading

More from BioLogos

  • Harrell, Daniel. “Reading Nature and Reading Scripture” BioLogos Forum, 2009 (Blog)
  • Wright, N. T. “Understanding Ancient Texts” BioLogos forum, 2010 (Video)

Recommended External Resources

  • Lindberg, David C. and Numbers, Ronald L. “Beyond War and Peace: A Reappraisal of the Encounter Between Christianity and Science,” Perspectives on Science and Christian Faith, September 1987, 140. (HTML)
  • Lucas, Ernest. Can We Believe Genesis Today? The Bible and the Questions of Science. 3rd ed. Leicester: InterVarsity Press, 2005. (Book info)
  • Mitchell, Lynn and Kirk Blackard. Reconciling the Bible and Science: A Primer on the Two Books of God (Lexington, KY: BookSurge Publishing, 2009). The authors are members of the Church of Christ; you can read a detailed review by Daniel Brannan in Perspectives on Science and Christian Faith (PDF).
  • Murphy, George. Toward a Christian View of a Scientific World. CSS Publishing Company, 2001. (Book Info)
  • Ratzsch, Del. Science and Its Limits: The Natural Sciences in Christian Perspective. InterVarsity Press, 2000. (Book Info)

Notes

  1. Tanzella-Nitti, Giuseppe. “The Two Books Prior to the Scientific Revolution,” Perspectives on Science and Christian Faith, 57, no. 3 (2005): 235-45. (PDF)
  2. de Brès, Guido, The Belgic Confession, 1561 (PDF)
  3. VandenBerg, Mary L. “What General Revelation Does (and Does Not) Tell Us,” Perspectives on Science and Christian Faith, 62, no. 1 (2010): 16-24. (PDF)
  4. Steven Jay Gould, The Mismeasure of Man (New York: W.W. Norton & Company, Inc., 1996).
  5. Galileo Galilei, Discoveries and Opinions of Galileo, trans. Stillman Drake (New York: Anchor Books, 1990).
  6. Donald MacCrimmon MacKay, The Open Mind, and Other Essays (Leicester, England: InterVarsity Press, 1988), 151-52. Quoted in: Ernest Lucas, "Interpreting Genesis in the 21st Century," Faraday Papers, no. 11 (2007) (PDF), www.faraday-institute.org.

Il traduttore (About the Translator)

Corrado Ghinamo vive a Boves, Italia. Laureato al Politecnico di Torino, è dottore in ingegneria elettronica. Lavora per una ditta internazionale, in qualità di responsabile dello sviluppo organizzativo. La sua passione per la fisica, per l’astronomia e per le scienze naturali, insieme alla sua fede cristiana, lo hanno portato a scrivere e pubblicare alcuni libri in Italia. Il suo nuovo libro su scienza e fede, The Beautiful Scientist, già pubblicato in Italia con il nome “Il Creatore”, sarà pubblicato negli Stati Uniti all’inizio del 2013.

Corrado Ghinamo lives in Boves, Italy. He received a doctor’s degree in electronic engineering from the Polytechnic University of Turin. He works for an international company as the organizational development manager. His passion for physics, astronomy and natural sciences, together with his Christian faith, led him to become a published author in Italy. His new book about science and faith—The Beautiful Scientist—will be published also in the USA, at the beginning of 2013.