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La scienza e la religione cristiana sono in guerra?

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In Breve

Alcune persone pensano che la scienza e la religione siano due nemici, fra loro in guerra per il dominio della nostra cultura moderna. Altri vedono la scienza e la religione come due aspetti della vita completamente separati e non correlati fra loro. In realtà, la scienza non è l’unica sorgente di eventi certi e la religione va oltre l’ambito dei valori e della morale. Infatti la religione può avere un impatto positivo sulla scienza, come nello sviluppo della moderna etica medica. Molti dei primi scienziati erano devoti cristiani, come lo sono molti esponenti della scienza moderna. La scienza può anche rinvigorire la vita spirituale dei credenti. I cristiani gioiscono per le scoperte scientifiche che mostrano la gloria di Dio creatore.

In Dettaglio

Introduzione

Da più parti sentiamo affermare che la scienza e la religione cristiana sono l’una opposta all’altra. Alcuni atei dichiarano che la scienza ha screditato le religioni e le superstizioni di qualsiasi tipo. Molti esponenti pubblici pensano che la Chiesa sia contro la scienza. E, all’interno della Chiesa, la scienza viene spesso considerata come una sfida nei confronti di importanti credenze cristiane. Nessuna di queste voci, quindi, dà valore a quella che può essere una relazione di mutuo sostenimento tra la Cristianità e la scienza. Di seguito elenchiamo alcuni modi di approcciare la relazione tra la scienza e la fede cristiana.

La scienza e la religione cristiana sono in guerra tra loro?

Quando capita che la creazione e l’evoluzione si scontrino in un’aula di tribunale, i giornali si riempiono di articoli che mettono in evidenza il presunto conflitto tra la scienza e la religione cristiana. Inevitabilmente qualcuno menziona il caso storico di Galileo. Galileo fu accusato di eresia dalla Chiesa, nel 1633, per aver affermato che la Terra orbita attorno al Sole. Da Galileo fino agli attuali scontri sui libri di testo, la conclusione affettata è che la scienza e il Cristianesimo sono a confronto in un eterno dibattito, opposti l’una all’altro in modo categorico.

In realtà il caso Galileo e i conflitti attuali riguardano spesso molto più che le affermazioni della scienza o della fede. Personaggi pubblici, politici e guerre culturali entrano in gioco quando si delinea questo tipo di battaglia. In molti casi la scienza e gli scienziati non sono in conflitto con il credo cristiano. Infatti, lo stesso Galileo era un cristiano che credeva “che la gloria e la grandezza di Dio onnipotente si scorgono meravigliosamente in tutta la Sua opera e si leggono divinamente nel libro aperto del firmamento”. Molti scienziati del tempo e di oggi sono cristiani che non vedono nessuna contraddizione fra il loro lavoro scientifico e la loro fede. Molte cose studiate tramite le scienze naturali, come ad esempio le formazioni migratorie degli uccelli o la fisica subatomica, non sollevano alcuna preoccupazione dal punto di vista biblico.

Il modello della “guerra”, quindi, non è molto utile per capire l’evoluzione e il Cristianesimo, dato che esso dà per scontato che esista un conflitto di base. Alcune aree dello studio scientifico, come il Big Bang e l’evoluzione, possono far sorgere qualche dubbio ai cristiani, ma la maggior parte del sito web di BioLogos è dedicato a mostrare che, ad esempio, l’evoluzione e il Cristianesimo non sono, in realtà, incompatibili. Nel proseguo di questa risposta, esploreremo altri modelli di relazione tra la scienza e il Cristianesimo.

Il Cristianesimo e la scienza sono completamente separati?

Un modo di cancellare il conflitto tra la scienza e la religione cristiana è quello di vederle come completamente separate, aventi scopi, metodi e corpi differenti. Questa visione enfatizza il fatto che la scienza è un sistema di conoscenza riguardo al mondo e al suo comportamento, mentre la religione riguarda la sfera della moralità, di Dio e della vita dopo la morte. In tal senso il Cristianesimo e la scienza non possono andare in conflitto, poiché trattano argomenti diversi.

Questo modello ha qualche debolezza (vedere più sotto), ma ci aiuta a comprendere alcuni importanti aspetti della relazione. Molti conflitti fra la scienza e la religione emergono a causa di una mancanza di conoscenza delle differenze fondamentali esistenti tra le due. Quando qualcuno afferma che la Bibbia risponde ad un quesito scientifico e quando un altro afferma che la scienza risponde ad un quesito riguardo a Dio, immediatamente sorge un conflitto. Molte occasioni di scontro emergono e si infiammano perché i contendenti dimenticano che il Cristianesimo e la scienza, generalmente, rispondono ad esigenze molto differenti.

Questo modello ci ricorda anche che la scienza non è l’unica fonte di conoscenza. Ci sono molte domande che semplicemente non cadono nell’ambito scientifico. Prendendo spunto dal Reverendo John Polkinghorne, c’è più di una risposta per la domanda “Perché l’acqua bolle nel padellino del te?”. La risposta scientifica potrebbe essere “l’acqua bolle perché a quella temperatura e pressione subisce una transizione di stato da liquida a vapore acqueo”. Un’altra accettabile, sebbene non scientifica risposta potrebbe essere “l’acqua bolle perché ho messo il padellino sul fornello”. Una terza risposta potrebbe essere “l’acqua bolle perché un mio amico sta per venire a prendere il te da me”. Nessuna delle tre risposte è sbagliata; ciascuna fornisce una certa prospettiva rispetto alla domanda. La risposta scientifica non racconta la storia completa. La scienza non può rispondere a domande quali “Il mio amico è fidato?” o “Questa poesia è ben scritta?”. La scienza è estremamente utile per capire il mondo fisico, ma non dobbiamo immaginare che possa essere utilizzata per capire qualunque aspetto della vita.

La scienza non può rispondere alla domanda “Dio esiste?”. Alcuni pensano che l’esistenza di Dio è in realtà una affermazione scientifica che può essere testata come lo è una reazione chimica, ad esempio. Ma la scienza studia il mondo naturale, non il sovrannaturale. Nessun test o teoria scientifica può provare o negare l’esistenza di un creatore sovrannaturale. L’affermazione “Dio esiste” è di tipo metafisico e non è una affermazione riguardo alla natura o alle leggi fisiche.

Questo modello ci ricorda anche che la Bibbia non è l’unica sorgente di conoscenza. La Bibbia non dice nulla sulla maggior parte dei temi di cui si occupano gli scienziati, come ad esempio i protoni, la fotosintesi, i pinguini e il pianeta Plutone. La Bibbia non è un libro scientifico e tantomeno un libro di testo che parla di agricoltura, di economia, etc. Al contrario, Dio ci insegna queste cose attraverso la rivelazione presente nella creazione stessa.

Comunque, questo modello ha alcuni difetti. Isola la religione dalla scienza, il ché può significare un primo passo verso l’emarginazione della religione dai discorsi pubblici. Definendo la religione e la scienza come separate, questo modello non ci aiuta a comprendere l’interazione che esse possono avere, sia in senso positivo che negativo.

Questo modello mette la scienza su un piano separato rispetto alla religione, mentre i cristiani credono che nessun aspetto della vita è al di fuori del rapporto con Dio.

La scienza e il Cristianesimo interagiscono, correggendosi e migliorandosi vicendevolmente

Mentre da un lato molte domande possono essere classificate come scientifiche e altre di tipo biblico, alcune domande si collocano sul confine. Per argomenti quali l’evoluzione, l’etica medica e i cambiamenti climatici, abbiamo bisogno di considerare sia la scienza che la fede, alla ricerca della verità di Dio. Per queste domande complesse abbiamo bisogno di tutta la conoscenza e saggezza possibile, invece di darci dei limiti inutili guardando solo alla scienza o solo alla Bibbia. Se consideriamo solo l’una o l’altra avremo una visione distorta del problema. Come Papa Giovanni Paolo II scrisse:

La scienza può purificare la religione dagli errori e dalla superstizione; la religione può purificare la scienza dall’idolatria e dai falsi assoluti. Ognuna può portare l’altra ad un mondo più ampio, un mondo nel quale entrambe possono rifiorire.

Dio rivela se stesso nel libro delle Sacre Scritture e nel libro della Natura. Per imparare di più riguardo a Dio e alla sua opera dobbiamo studiare entrambi questi libri. Quando un libro risulta per qualche aspetto ambiguo e confuso, degli spunti presi dall’altro libro possono aiutarci a capirlo meglio. In entrambe le rivelazioni cerchiamo una verità sottesa per capire come sia Dio e come abbia creato il mondo. Il Reverendo John Polkinghorne scrisse: “La scienza e la teologia hanno cose da dire l’una all’altra, dato che entrambe si riferiscono alla ricerca della verità, raggiunta attraverso credenze motivate”.

La fede può avere un impatto positivo sulla scienza, guidando la corretta applicazione delle scoperte scientifiche. Con la rapida evoluzione della scienza e della tecnologia, la nostra società si trova di fronte a molte questioni etiche. Lo sviluppo di una energia nucleare sicura non è molto lontano rispetto allo sviluppo delle armi nucleari; nuove tecniche di screening clinico salvano molte vite, ma sono troppo costose per i poveri; il test del DNA rende più efficace il trattamento delle malattie genetiche, ma in parallelo si rischia che i risultati siano utilizzati in modo negativo, e così via. Per rispondere a queste complesse problematiche abbiamo bisogno sia della scienza che della moralità legata alla religione. Non possiamo dare una frettolosa risposta considerando la Bibbia e tralasciando lo studio della complessità scientifica di una dato problema. E nemmeno possiamo guardare solo alla scienza per farci guidare nelle decisioni di carattere etico. Il Cristianesimo e altre religioni costituiscono una base morale, essenziale per l’uso appropriato della scienza e della tecnologia.

La scienza ha anche un impatto positivo sulla fede dei credenti. La Bibbia ci insegna che “I cieli narrano la gloria di Dio” (Salmo 19:1). I Cristiani contemplano la gloria di Dio quando guardano il cielo stellato e lo scontro delle galassie attraverso un telescopio. La gloria di Dio è rivelata dalla stupenda simmetria di una foglia di acero e nella complessa attività biochimica all’interno di ciascuna delle cellule di quella stessa foglia. La scienza e la tecnologia ci hanno mostrato molto più della creazione di Dio di quanto fosse noto ai tempi della Bibbia, mostrandoci sempre più la gloria di Dio.

In ultimo, il Cristianesimo può fornirci uno scopo profondo per il quale ha senso fare scienza. I cristiani non hanno alcun bisogno di mettere da parte la fede quando si impegnano nella ricerca scientifica.

Il traduttore (About the Translator)

Corrado Ghinamo vive a Boves, Italia. Laureato al Politecnico di Torino, è dottore in ingegneria elettronica. Lavora per una ditta internazionale, in qualità di responsabile dello sviluppo organizzativo. La sua passione per la fisica, per l’astronomia e per le scienze naturali, insieme alla sua fede cristiana, lo hanno portato a scrivere e pubblicare alcuni libri in Italia. Il suo nuovo libro su scienza e fede, The Beautiful Scientist, già pubblicato in Italia con il nome “Il Creatore”, sarà pubblicato negli Stati Uniti all’inizio del 2013.

Corrado Ghinamo lives in Boves, Italy. He received a doctor’s degree in electronic engineering from the Polytechnic University of Turin. He works for an international company as the organizational development manager. His passion for physics, astronomy and natural sciences, together with his Christian faith, led him to become a published author in Italy. His new book about science and faith—The Beautiful Scientist—will be published also in the USA, at the beginning of 2013.