Come possono gli umani essersi evoluti e al tempo stesso essere stati creati “ad “immagine di Dio”?

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In Breve

Il significato di “ad immagine di Dio” è stato discusso per secoli nella chiesa. Una visione diffusa è che l’immagine di Dio si riferisca alle capacità umane che ci distinguono dagli animali. Però gli scienziati hanno scoperto che le capacità come la comunicazione e la razionalità sono presenti anche negli animali, seppur in misura più elementare. Inoltre, i teologi non considerano l’immagine di Dio come l’insieme delle capacità umane. Alcuni teologi vedono l’immagine di Dio come la capacità di relazionarsi con Dio. Altri teologi la vedono come il nostro doveroso impegno di rappresentare il regno di Dio sulla Terra. Entrambe queste due posizioni teologiche sono coerenti con le evidenze scientifiche. Sia che Dio abbia creato l’umanità attraverso un miracolo, sia che lo abbia fatto attraverso l’evoluzione, Dio ci ha dato le nostre attuali capacità spirituali e ci chiede di portare la sua immagine nel mondo.

(Aggiornato il 25 Giugno 2012)

In Dettaglio

Introduzione

L’espressione “ad immagine di Dio” è un concetto chiave della teologia cristiana, fondamentale per il pensiero cristiano riguardo all’identità umana, all’importanza dell’uomo, alla bioetica e a molti altri argomenti. Molti cristiani vedono l’evoluzione come incompatibile con l’immagine di Dio. Come possono coloro che portano l’immagine di Dio essersi evoluti da forme di vita più semplici? La proprietà di avere l’immagine di Dio non implica forse la creazione miracolosa degli umani, invece che condividere un progenitore comune con gli scimpanzé? Altrimenti quando, nel processo evolutivo, gli umani avrebbero ricevuto questa immagine? Queste domande sono legate a molte altre questioni riguardanti le origini dell’uomo, incluse l’anima, la Caduta e la storicità di Adamo ed Eva. Ma in questo articolo ci focalizzeremo specificamente sull’immagine di Dio.

La frase “ad immagine di Dio” non compare molte volte nella Bibbia, ma l’importanza di tale concetto è sottolineato dalla sua ripetizione nella descrizione della creazione:

E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra". Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. -- Genesi 1:26-27

Da questo testo è chiaro che parte dell’essere ad immagine di Dio vuol dire dominare sugli animali. La Genesi 9:5-6 ci rivela un altro aspetto del portare l’immagine di Dio: l’essenza vitale umana è sacra, perché tutti gli umani sono fatti ad immagine di Dio. L’enfasi da parte del pensiero giudeo-cristiano sulla santità della vita umana è in parte derivato da questo passaggio. Nel Nuovo Testamento, l’idea è ulteriormente approfondita quando Cristo viene rivelato essere la vera immagine di Dio invisibile (2 Corinzi 4:4, Colossesi 1:15).

Per centinaia di anni i teologi hanno discusso questi ed altri passaggi, dibattendo sul significato dell’immagine di Dio (“imago Dei” in latino). Essere fatti a somiglianza di Dio non riguarda la nostra apparenza fisica, poiché gli umani non sono uguali fra loro. Ma a cosa si riferisce allora l’immagine di Dio? Molte idee sono nate al riguardo nel corso dei secoli, producendo una enorme massa di scritti teologici. Seppure siano difficili da sintetizzare, daremo qui sotto una panoramica di tre ipotesi diffuse, riguardanti l’immagine di Dio. Dopo aver sviluppato il contesto teologico, considereremo come queste idee si intersecano con l’evoluzione.

Immagine di Dio come nostre capacità

Una visione diffusa è che l’immagine di Dio si riferisca alle capacità umane. Quando le persone parlano delle cose “che ci rendono umani”, si riferiscono a capacità quali la ragione e la razionalità, la matematica e il linguaggio, il ridere e le emozioni, la preoccupazione e l’empatia, e i prodotti della nostra cultura come la musica e l’arte. Spesso il senso è quello di distinguere gli umani dagli animali dimostrando che gli umani hanno capacità uniche che ci rendono speciali e superiori agli animali. Sant’Agostino (354-430 d.C.) scrisse qualcosa di simile quando disse “l’eccellenza dell’Uomo consiste nel fatto che Dio lo ha fatto a sua stessa immagine dandogli una anima intellettiva, che lo fa emergere rispetto agli animali”. San Tommaso d’Aquino (1225-1274 d.C.) enfatizzò anch’egli l’intelletto e la razionalità nella sua discussione sull’immagine di Dio. Ma Agostino e Tommaso non parlavano dell’intelletto come attitudine per la matematica e la musica; Tommaso al contrario scrive di una “attitudine per comprendere e amare Dio”. In effetti, la moderna enfasi sulla ragione proviene più dalle idee dell’Illuminismo laico che dalla teologia cristiana. Durante l’Illuminismo, l’immagine di Dio era connesso ad idee come la naturale dignità e supremazia del genere umano, che ci separa dalle bestie del mondo animale.

Le evidenze scientifiche stanno facendo emergere che gli umani hanno in comune con gli animali molto più di quanto un tempo si pensava. Le evidenze genetiche mostrano che gli umani e gli scimpanzé condividono gran parte del DNA. Studi sul comportamento animale (in particolare su scimpanzé e altre scimmie) mostrano che gli animali non solo ridono, piangono e si preoccupano per i loro simili, ma possono anche imparare il linguaggio dei segni e hanno perfino capacità di ragionamento a livello basilare. Infatti, il neuro-scienziato cristiano Malcolm Jeeves scrive che “ogni tentativo di definire un chiaro confine fra le capacità di ragionamento dei primati non umani e gli umani è risultato vano”. Ovviamente, gli umani hanno una capacità di ragionamento molto più sviluppata rispetto a quella degli animali, ma il ragionamento non è una prerogativa solamente umana. Più i neuro-scienziati e gli studiosi di comportamento animale imparano sugli animali, più si evidenziano tratti in forma rudimentale simili a quelli dei bambini umani. Che si accetti o no la teoria dell’evoluzione, le evidenze sugli umani e animali viventi non mostrano distinte differenze in tipi di abilità (solo sul loro grado).

Un’altra difficoltà che sorge per questo tipo di interpretazione dell’immagine di Dio è il posto delle persone con difficoltà di tipo mentale. Se una persona ha problemi di ragionamento o di linguaggio, sta forse portando in minor misura l’immagine di Dio? Non sta mostrando le vere sembianze di tale immagine? La risposta cristiana a queste domande è No! La Bibbia ci insegna ripetutamente che Dio valorizza tutte le persone, in particolar modo coloro che sono rifiutati dalla società o incapaci di aver cura di sé. Infatti, la Genesi 9:5-6 cita l’immagine di Dio per asserire che tutta la vita umana ha valore. Questo è di grande motivazione per i cristiani che cercano di proteggere coloro che ancora non sono nati, i poveri e gli anziani. Sicuramente portare l’immagine di Dio deve voler dire qualcosa di diverso dalle nostre capacità.

Immagine di Dio come capacità spirituali e di relazione con Dio

Un’altra visione comune è che l’immagine di Dio si riferisca alla nostra capacità di relazionarci con Dio. Seguendo la visione di San Tommaso d’Aquino di “attitudine a capire e amare Dio”, il Catechismo Cattolico dice:

Di tutte le creature visibili solo l’uomo è capace di conoscere e amare il suo creatore. … solo egli è chiamato a condividere, in conoscenza e amore, la stessa esistenza di Dio. E’ per questo fine che egli è stato creato e questa è la ragione fondamentale della sua dignità. Essendo ad immagine di Dio, l’individuo umano possiede la dignità di una persona, che non è solo qualcosa, ma qualcuno. E’ in grado di aver coscienza e cognizione di sé, di donare se stesso ed entrare in comunione con altre persone. Ed è chiamato, per grazia divina, ad un patto con il suo Creatore, per offrire a Lui una risposta di fede e amore che nessun’altra creatura può dare.

Giovanni Calvino (1509-1564) e altri riformatori scrissero riguardo all’immagine di Dio come all’iniziale stato di giustizia degli umani prima della Caduta. Appena creati, noi riflettevamo le caratteristiche di Dio come la “saggezza, la giustizia e la bontà”, ma, come San Paolo ci insegna, quell’immagine fu offuscata dal peccato e viene ripristinata da Cristo:

Dal momento che l’immagine di Dio è stata in noi distrutta dalla caduta, potremmo capire dal suo ripristino che cosa fosse stata originariamente. San Paolo dice che noi veniamo trasformati ad immagine di Dio dal Vangelo. E, secondo lui, la rigenerazione spirituale non è altro che il ripristino dell’immagine stessa. (Colossesi 3:10 ed Efesini 4:23) – Giovanni Calvino, Commenti sulla Genesi

I neuro-scienziati hanno tentato di studiare questo modello, cercando evidenze scientifiche su cose come il comportamento altruista o la capacità di percepire il trascendente. Ma la scienza è semplicemente non in grado di testare tali realtà spirituali; le evidenze che gli scienziati trovano sono aperte a molte interpretazioni.

Immagine di Dio come nostro mandato

Cosa significava “ad immagine di Dio” per i lettori originari della Genesi 1? Otteniamo degli spunti dal resto del Vecchio Testamento, che spesso usa “immagine” nel contesto del culto di idoli. Nelle culture antiche dell’Egitto e della regione di Canaan, le popolazioni costruivano immagini, raffiguranti i loro dei, in metallo e legno e le appendevano nei templi locali per adorarle. Lo studioso ebreo Joseph Lam scrisse che l’idolo “era creduto essere la reale manifestazione del dio fra la gente”. Nei Dieci Comandamenti, Dio proibisce al suo popolo di costruire tali immagini (Esodo 20:4-6), perché Dio non può essere contenuto e nemmeno rappresentato da un idolo fatto da mani umane (vedere Isaia 44:6-20). Il tempio di Israele non conteneva nessuna rappresentazione di Dio.

Tornando alla Genesi 1, adesso possiamo considerare l’“immagine di Dio” sotto una nuova luce. L’immagine non è una capacità o abilità degli esseri umani, ma un ruolo che siamo chiamati a vivere. Dio ci ha nominati come sue immagini viventi. Noi rappresentiamo Dio qui sulla Terra, meglio di ogni idolo fatto da mani umane. Lam scrive:

Infatti, è possibile sostenere da un punto grammaticale la validità della traduzione “ad immagine di Dio” rispetto a “nell’immagine di Dio”. … La fraseologia ebraica qui denota non tanto la modalità della creazione degli esseri umani (cioè il fango dal quale l’uomo è stato creato), ma piuttosto la funzione che gli esseri umani dovevano avere nel mondo.

Joshua Moritz sviluppa ulteriormente questa idea, mettendo in evidenza il parallelismo del nostro ruolo di portatori di immagine con altri esempi di elezione divina.

Connessioni con l’evoluzione

Come possono questi modelli dell’immagine di Dio conciliarsi con la teoria evolutiva? Prima di tutto ricordiamo i seguenti punti chiave della professione di fede di BioLogos:

  • Crediamo che la diversità e la interrelazione di tutte le forme di vita presenti sulla Terra siano meglio spiegate dal processo, voluto da Dio, dell’evoluzione a partire da un progenitore comune. Perciò l’evoluzione non è contraria a Dio, ma è un mezzo con il quale Dio raggiunge provvidenzialmente il proprio obiettivo.
  • Crediamo che Dio abbia creato l’uomo all’interno di una continuità biologica con tutte le forme di vita presenti sulla Terra, ma anche come essere spirituale. Dio ha instaurato una relazione unica con l’umanità, facendoci a sua immagine ed elevandoci ad una posizione particolare rispetto a tutto ciò che è stato creato.

Perciò, BioLogos crede che Dio abbia creato l’umanità usando il processo evolutivo e che ci abbia dotato della Sua immagine. Entrambe le visioni dell’immagine di Dio (“capacità spirituale” e “mandato”) sono compatibili con le evidenze scientifiche della teoria dell’evoluzione ed entrambe le visioni sono sostenute da individui della comunità di BioLogos. Infatti queste due visioni non sono mutualmente esclusive.

Se l’immagine di Dio si riferisce alle nostre capacità spirituali, Dio può aver senza dubbio usato i processi naturali dell’evoluzione per creare i nostri corpi e le nostre capacità umane. Dio potrebbe aver usato un processo miracoloso per creare le nostre capacità spirituali o aver usato una qualche combinazione di processi naturali e di rivelazioni divine per sviluppare tali capacità. Comunque sia, Dio è il creatore della totalità delle nostre qualità, sia che siano aspetti fisici, sia che siano aspetti spirituali.

Se l’immagine di Dio si riferisce al nostro mandato, allora ha poco impatto sulla visione di come Dio abbia creato gli umani. Sia che Dio abbia plasmato i primi umani utilizzando i processi naturali o che lo abbia fatto con un singolo miracolo o con una combinazione di questi due metodi, Dio ha incaricato l’umanità di portare la sua immagine.

BioLogos incoraggia ulteriori studi su queste questioni.

Vivere la nostra chiamata di portatori dell’immagine di Dio

Mentre da un lato il dibattito accademico è importante, non dovremmo comunque dimenticarci l’essenza della chiamata di Dio a vivere come persone create a Sua immagine. Ricordiamoci di:

  • Valorizzare ogni persona come un “collega” nel compito di portare l’immagine di Dio. Tutte le persone, uomini e donne, sono state create ad immagine di Dio (Genesi 1:26-27), non solo la classe sacerdotale. Tutta l’umanità è ugualmente importante agli occhi di Dio e lo stesso dovrebbe essere ai nostri occhi (Genesi 9:5-6).
  • Cercare di arrivare alla completa immagine di Dio tramite Cristo (Efesini 4:23). Man mano che lo Spirito Santo lavora in noi per farci raggiungere il nostro nuovo io, veniamo modellati sempre più ad immagine del Creatore.
  • Aver cura della creazione. Come rappresentanti del Creatore, siamo incaricati di governare sulla Terra e di sottometterla (Genesi 1:26-28), il ché include aiutare le creature ad ottemperare al mandato di Dio di essere fruttifere e di moltiplicarsi (Genesi 1:22) e prendersi cura quindi del “giardino” che Dio ci ha dato (Genesi 2:15).
  • Adorare il Creatore. Di tutte le cose create, l’umanità rappresenta la voce principale che è chiamata a lodare Colui che ci ha donato l’esistenza.

Further Reading

More from BioLogos

  • Alexander, Denis “Theological issues associated with an Adam who was not the sole genetic progenitor of humankind” BioLogos White Paper, December 2010 (PDF)
  • Enns, Pete “What does ‘Image of God’ Mean?” BioLogos Forum, August 2010 (blog series)
  • Lam, Joseph, “The Biblical Creation in its Ancient Near Eastern Context” Biologos White Paper, April 2010 (PDF)
  • Moritz, Joshua “Chosen by God: Biblical Election and the Imago Dei” BioLogos Forum, June 2012 (blog series)
  • Wright, N. T. “What it means to be an image bearer” BioLogos Forum June 16, 2012 (video)
  • “Southern Baptist Voices: Evolutionary Creationism and the Imago Dei” John Hammett and Tim O’Connor, BioLogos Forum June 2012 (blog series)

Recommended External Resources

  • Jeeves, Malcolm “Neuroscience, Evolutionary Psychology, and the Image of God” Perspectives on Science and Christian Faith (2005) 57.3, 170-186 (PDF)
  • Middleton, J. Richard The Liberating Image: The Imago Dei in Genesis 1 (Grand Rapids, Brazos Press) 2005.
  • Moritz, Joshua M. “Evolution, the End of Human Uniqueness, and the Election of the Imago Dei” Theology and Science, 9:3, 307-339 (2011) (abstract and article access)
  • Walton, John. The Lost World of Genesis One: Ancient Cosmology and the Origins Debate (Downers Grove, IL: IVP Academic) 2009 (book info)

Notes

  1. Saint Augustine The literal meaning of Genesis, Book 6, Chapter 12 (Google books, p. 193)
  2. Thomas Aquinas, Summa Theologica, First Part, Question 93 (html)
  3. Malcolm Jeeves, “Neuroscience, Evolutionary Psychology, and the Image of God” Perspectives on Science and Christian Faith (2005) 57.3, p. 178 (PDF)
  4. Similarly, many human traits have been replicated in artificial intelligence, particularly logic and math but also conversational language and computer-generated art.
  5. For more see, Kathy McReynolds “More Than Skin Deep” BioLogos Forum June 2010
  6. Catechism of the Catholic Church, Part one, section 2, chapter 1, article 1, paragraph 6, section I. “In the Image of God” (web article)
  7. The Covenant Protestant Reformed Church in Northern Ireland offers a convenient summary of quotes from reformation leaders (html) and excerpts from Reformed confessions (html) related to the image of God.
  8. John Calvin, Commentary on Colossians (html) Excerpts of John Calvin’s writings on the image of God are conveniently compiled in a modern translation at Siris, July 7, 2005
  9. John Calvin, Commentary on Genesis (html)
  10. For more, see Malcolm Jeeves, “Neuroscience, Evolutionary Psychology, and the Image of God” Perspectives on Science and Christian Faith (2005) 57.3, (PDF)
  11. Lam, Joseph, “The Biblical Creation in its Ancient Near Eastern Context” Biologos White Paper, April 2010, p.4 (PDF) This paragraph and the next are based on Lam’s paper.
  12. Ibid, p.5
  13. Moritz, Joshua M. “Evolution, the End of Human Uniqueness, and the Election of the Imago Dei” Theology and Science, 9:3, 307-339 (2011) (abstract and article access)
  14. BioLogos “What We Believe” (html)
  15. For more on creation care, see the Evangelical Environmental Network (website)

Il traduttore (About the Translator)

Corrado Ghinamo vive a Boves, Italia. Laureato al Politecnico di Torino, è dottore in ingegneria elettronica. Lavora per una ditta internazionale, in qualità di responsabile dello sviluppo organizzativo. La sua passione per la fisica, per l’astronomia e per le scienze naturali, insieme alla sua fede cristiana, lo hanno portato a scrivere e pubblicare alcuni libri in Italia. Il suo nuovo libro su scienza e fede, The Beautiful Scientist, già pubblicato in Italia con il nome “Il Creatore”, sarà pubblicato negli Stati Uniti all’inizio del 2013.

Corrado Ghinamo lives in Boves, Italy. He received a doctor’s degree in electronic engineering from the Polytechnic University of Turin. He works for an international company as the organizational development manager. His passion for physics, astronomy and natural sciences, together with his Christian faith, led him to become a published author in Italy. His new book about science and faith—The Beautiful Scientist—will be published also in the USA, at the beginning of 2013.