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La morte è avvenuta prima della “Caduta”?

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In Breve

Gli esseri umani appaiono molto tardi nella storia della vita. I ritrovamenti fossili mostrano chiaramente che molte creature scomparvero prima dell’arrivo degli umani. Questo sembra andare in conflitto con la Genesi 3, che descrive la morte come una punizione per la peccaminosità umana. Comunque, la condanna presente nella Genesi 3 si riferisce al fatto che Adamo ed Eva, non gli animali, dovessero morire per la loro disobbedienza. Perciò, la morte degli animali prima della Caduta è compatibile con l’insegnamento cristiano. Per gli umani, la Genesi 3 e i passaggi del Nuovo Testamento potrebbero riferirsi principalmente alla morte spirituale, non alla morte fisica.
(Aggiornato il 9 Luglio 2012)

In Dettaglio

Introduzione

Quando gli scienziati studiano la creazione di Dio, trovano che gli umani appaiono molto tardi nella storia della vita. I resti fossili mostrano che molte creature si sono estinte molto prima della comparsa dell’uomo. Infatti molte specie sono scomparse milioni di anni fa (i dinosauri sono l’esempio più famoso), molto prima che gli umani vivessero e peccassero.

Eppure la rivelazione di Dio nelle Sacre Scritture descrive un quadro diverso. Molti passaggi chiave delle Scritture ci insegnano che la morte è una conseguenza del peccato, inclusa la Genesi 2:16-17, la Genesi 3:19,22, le Lettere ai Romani 5:12-21 e la Prima lettera ai Corinzi 15.

Come dovremmo approcciare questi passaggi relazionandoli alle evidenze scientifiche? Possono gli animali aver sperimentato la morte prima del peccato umano? Il termine “morte” che ritroviamo in questi passaggi si riferisce alla morte fisica, alla morte spirituale o talvolta all’una e talvolta all’altra? Per rispondere a queste domande dobbiamo considerare la rivelazione di Dio nelle Sacre Scritture e la rivelazione di Dio nella natura. Le evidenze scientifiche sono discusse in altre Domande e sono trattate nell’analisi della cosiddetta Caduta e del peccato. Qui vediamo cosa dicono le Scritture riguardo alla morte e come le due rivelazioni potrebbero essere riconciliate.

La morte animale

I passaggi della Bibbia che ci parlano del peccato e della morte si riferiscono chiaramente alla morte degli umani. Questi stessi passaggi si riferiscono anche alla morte degli animali? San Tommaso d’Aquino (1225-1274) non lo pensava. Egli credeva che la creazione originaria di Dio includeva il fatto che gli animali si uccidevano l’un l’altro e scrisse che “la natura degli animali non fu cambiata dal peccato umano”. Il Pastore Daniel Harrell fa una affermazione logica riguardo alla morte animale, scrivendo che “ci doveva essere la morte nel Giardino dell’Eden, altrimenti Adamo sarebbe stato sommerso da insetti e batteri molto prima di dare quel morso proibito al frutto”. La morte animale è anche necessaria per mantenere bilanciati i livelli della popolazione di un ecosistema (vedere più avanti per maggiori dettagli). Alcuni passaggi della Bibbia dipingono gli animali predatori come parte dell’originario progetto di creazione di Dio (Giacobbe 38:39-41, 39:29-30, Salmi 104:21,29). Altri passaggi parlano del leone che siede vicino all’agnello invece di ucciderlo (Isaia 11:6-7, Isaia 65:25), ma questi versi si riferiscono al futuro regno di Dio, non alla creazione originaria. Mentre da un lato la morte e la sofferenza animale fanno nascere altre domande teologiche, esse non contraddicono l’insegnamento biblico riguardo alla morte come una conseguenza del peccato.

La morte umana: fisica o spirituale?

Una interpretazione tradizionale della Genesi 2-3 è che il peccato sia la causa della morte fisica. Gli umani sarebbero stati immortali senza il peccato. Nella Genesi 2:17, Dio mette in guardia Adamo ed Eva, “ma dell’albero della conoscenza del bene e del male voi non dovete cibarvi, perché nel giorno che ve ne ciberete voi morirete”. Nella Genesi 3:19 Dio mette in atto questa punizione, maledicendo Adamo con il lavoro e la morte: “con il sudore della tua fronte ti procurerai il cibo, fino a che tu ritornerai nella terra, dato che da essa sei stato tolto; poiché tu sei polvere e alla polvere ritornerai”. Nella prima lettera ai Corinzi, 15, Paolo mette a confronto Cristo e Adamo, evidenziando la Caduta di Adamo come la causa della morte fisica di tutto il genere umano.

Giovanni Calvino suggerì che proprio il peccato di Adamo ha causato l’insorgere improvviso della morte dolorosa che sperimentiamo oggi, una parte straziante del lato fisico e spirituale degli umani. Calvino sembra aver pensato che se Adamo non avesse peccato, avremmo avuto una forma di morte meno traumatica per passare dalla vita all’aldilà: “certamente il primo uomo sarebbe passato anch’egli ad una vita migliore, se fosse rimasto onesto; ma non ci sarebbe stata separazione dell’anima dal corpo, non ci sarebbe stata corruzione, nessun tipo di distruzione e, in sostanza, nessun cambiamento violento”. Secondo questa visione, gli umani sono stati creati mortali, ma con una lunga e sana vita e una morte dolce, come descritto in Isaia 65:20-25. L’Antico Testamento parla di morte alla fine di una lunga vita in termini puramente positivi, come nelle Cronache 1 29:28, dove il Re Davide “morì ad una divina anziana età, dopo aver vissuto una lunga vita, sana e con onore”.

Un’altra interpretazione di questi passaggi è che una delle conseguenze del peccato sia la morte spirituale, non quella fisica. Se Adamo non avesse peccato, gli umani sarebbero comunque morti come capita oggi, ma senza “il senso di perdita e di incertezza riguardo ad una vita dopo la morte, … e tristezza per non aver completato le proprie opere”, cose legate alla morte spirituale. Agemir de Carvalho Dias, pastore presbiteriano e insegnante al Collegio Evangelico di Paranà, in Brasile, scrive che “la morte che entra nel mondo con Adamo è intesa come qualcosa che separa l’uomo da Dio, ovvero una morte spirituale, nel senso che l’accesso a Dio è ora chiuso e può essere riaperto solo attraverso la fede”. Naturalmente alcuni peccati comportano ancora la morte fisica, come la morte di Abele per mano di Caino e la morte del figlio del Re Davide dopo l’adulterio del re (Samuele 2 12:13-14).

Il testo della Genesi 2-3 può dare supporto all’interpretazione della morte spirituale. Nella Genesi 3:19 Dio dice ad Adamo: “poiché tu sei polvere e alla polvere ritornerai”, cosa che implica che Adamo sia stato creato mortale partendo dalla polvere. Dio mette in guardia Adamo ed Eva che sarebbero morti il giorno in cui avrebbero mangiato dell’albero e al tempo stesso Adamo visse fino all’età di 930 anni (Genesi 5:5). Cosa successe nel giorno che mangiarono dell’albero? Adamo ed Eva provarono vergogna e furono espulsi dal Giardino dell’Eden, rompendo la loro amicizia con Dio: morte spirituale.

Ma Adamo ed Eva non erano immortali, creati come essere umani perfetti? Questa è una credenza popolare, ma non evidente nel testo biblico. I primi umani sono descritti come “molto buoni” e apprezzati da Dio (Genesi 1 30-31), ma non come perfetti o con qualità superumane. Inoltre, consideriamo l’Albero della Vita. Dio pianta questo albero nel Giardino prima della Caduta (Genesi 2:9) e questa pianta dà l’immortalità a colui che ne mangia (Genesi 3:22). Se Dio avesse creato immortali gli umani, che scopo avrebbe avuto l’Albero della Vita? Era necessario solo se gli umani fossero stati fin dall’inizio mortali.

Nel Nuovo Testamento, San Paolo scrive molto riguardo alla relazione tra il peccato e la morte. Talvolta San Paolo si riferisce chiaramente alla morte spirituale (Romani 6:1-14, 7:11) e altre volte chiaramente alla morte fisica (Corinzi 1 15:35-42). Ma anche nella Prima lettera ai Corinzi 15, San Paolo scrive della vita eterna in Cristo come qualcosa di molto più importante della semplice vita terrena che sperimentiamo oggi, implicando il fatto che la “morte” si riferisce anche a qualcosa di molto più che la morte fisica. Questo è più esplicito nella lettera ai Romani 5:12-21, dove la morte è messa in contrasto con i doni della grazia, della giustizia e della rettitudine, cioè la nuova vita spirituale data dalla vittoria di Gesù.

Può la morte fisica essere parte del piano originario di Dio?

Il Giardino dell’Eden ha la reputazione di essere un posto perfetto, senza morte, dolore e perfino senza pericoli per gli umani e gli animali. Ma la Genesi ci dice solo che la creazione originale è “buona”, non “perfetta”. Alcuni versi della Genesi 1-2 suggeriscono che la creazione di Dio non fosse esente da pericoli e dal dolore. D. C. Spanner fa notare che Dio incaricò l’umanità di “sottomettere” (Genesi 1:28), una parola che implica un certo pericolo. Inoltre, la Genesi 2 pone Adamo ed Eva nel Giardino; nell’antico medio oriente, questo era un luogo protetto da mura che proteggeva gli abitanti dagli animali selvaggi e pericolosi. La Bibbia è chiara riguardo al fatto che il piano finale di Dio sia un luogo senza lacrime, dolore e morte (Rivelazioni 21:4), ma non è così chiaro se la creazione originaria possedesse questi tratti.

La morte delle piante e degli animali è in realtà una caratteristica essenziale in un ecosistema in equilibrio. Le piante forniscono il cibo per gli animali e gli animali restituiscono i nutrienti al terreno con la loro morte. Senza i predatori, le popolazioni di alcune specie esploderebbero e aumentando di numero causerebbero l’estinzione di altre specie. I predatori tendono a cibarsi delle specie più numerose, limitandone la quantità, in modo che altre specie possano competere per la sopravvivenza.

È più difficile invece scorgere un lato positivo per la morte umana. Per coloro che hanno perduto un proprio caro, la morte appare come il male per eccellenza. Dopo tutto anche Gesù piange la morte del suo amico Lazzaro (Giovanni 11). San Paolo scrive, riguardo alla morte, come la conseguenza del peccato (Romani 6:23) e come il nemico ultimo da sconfiggere (Corinzi 1 15:26). Il Nuovo Testamento sembra enfatizzare la morte come male perché è incompatibile con il tipo di vita promesso nel regno di Dio. Il ministero terreno di Gesù preannunciava l’arrivo del futuro regno di Dio, ma noi viviamo ancora in un mondo in cui il regno non è stato ancora completamente realizzato. Così la continua realtà della morte fisica si scontra con la promessa del riscatto futuro. Solo quando i credenti saranno vestiti dei loro nuovi corpi di risurrezione la morte sarà veramente sconfitta.

Tuttavia la morte appare nella Bibbia anche come una grande espressione di amore, parte del piano di Dio per arrivare al nuovo regno. Gesù disse che il più grande atto di amore che uno può fare è donare la propria vita per un altro (Giovanni 15:13). Egli stesso diede la propria vita per noi, seppure siamo peccatori (Romani 5:6-8). La Cristianità considera la croce come la suprema dimostrazione dell’amore sacrificale. Gesù disse: “se un chicco di grano non cade per terra e muore, rimane solo un seme. Ma se muore, produce molti semi” (Giovanni 12:23-25). Gesù quindi parla del ruolo della morte in un ecosistema per fare una parabola rivolta a spiegare l’importanza della propria stessa morte. Come la morte di un organismo permette la rinascita e il rifiorire della vita, così la morte di Gesù porta alla rinascita e alla nuova vita di coloro che credono in Gesù. Forse la morte biologica, nell’epica dell’evoluzione, non è una pura perdita senza scopo, ma piuttosto una dimostrazione del modo in cui Dio è in grado di riscattare la negatività della morte per il bene della nuova vita.

Further Reading

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Recommended External Resources

  • Alexander, Denis. Creation of Evolution: Do We Have to Choose? (Oxford: Monarch Books) 2008, See Chapter 11 “Evolution and the Biblical understanding of death”, p.244-252. Chapter 12 includes an extended discussion of the two trees and more on the issue of death.
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  • RJS “Immortality is a Divine Gift” Jesus Creed, August 30, 2011 (blog) and “Immortality is Still a Divine Gift” June 28, 2012 (blog)

Notes

  1. Saint Thomas Aquinas. Summa Theologica, Part 1, Question 93, Article 1 (web article)
  2. Daniel Harrell. “Death’s Resurrection”, BioLogos Forum, December 18, 2009 (blog)
  3. John Calvin. Commentaries on the First Book of Moses, called Genesis, trans. by John King. ch3 v19 (p. 97).
  4. George Murphy “Human Evolution in Theological Context” BioLogos scholarly essay which includes a discussion of human and animal death (PDF), p. 6
  5. Quoted by Marcio Antonio Campos in “Did peace and love reign in the world before the original sin?” BioLogos Forum, March 7, 2011 (blog)
  6. See Deborah and Loren Haarsma, “Three interpretations of the Tree of Life”, supplemental material to Origins: Christian Perspectives on Creation, Evolution, and Intelligent Design (Grand Rapids, MI: Faith Alive Christian Resources) 2011 (PDF)
  7. D. C. Spanner in Biblical Creation and the Theory of Evolution, Paternoster, 1987 (author website)
    . . . the mandate given to man in Genesis 1:28 which reads, “Be fruitful and multiply, and fill the earth and subdue it; and have dominion . . . over every living thing” charged man with “subduing’” the earth. The Hebrew word for “subdue” is kabas, and in all its other occurrences in Scripture (about twelve in all) it is used as a term indicating strong action in the face of opposition, enmity or evil. Thus, the land of Canaan was “subdued” before Israel, though the Canaanites had chariots of iron (Josh. 17:8; 18:1); weapons of war are “subdued,” so are iniquities (Zech. 9:15; Micah 7:19). The word is never used in a mild sense. It indicates, I believe, that Adam was sent into a world where all was not sweetness and light, for in such a world what would there be to subdue? The animals, it suggests, included some that were wild and ferocious, and Adam was charged to exercise a genuinely civilizing role and to promote harmony among them.
  8. Fuz Rana, “Predators Essential for Life’s Diversity” Reasons to Believe. March 2012 (podcast)
  9. This paragraph and the next borrow heavily from Daniel Harrell “Death’s Resurrection”, BioLogos Forum, December 18, 2009 (blog)

Il traduttore (About the Translator)

Corrado Ghinamo vive a Boves, Italia. Laureato al Politecnico di Torino, è dottore in ingegneria elettronica. Lavora per una ditta internazionale, in qualità di responsabile dello sviluppo organizzativo. La sua passione per la fisica, per l’astronomia e per le scienze naturali, insieme alla sua fede cristiana, lo hanno portato a scrivere e pubblicare alcuni libri in Italia. Il suo nuovo libro su scienza e fede, The Beautiful Scientist, già pubblicato in Italia con il nome “Il Creatore”, sarà pubblicato negli Stati Uniti all’inizio del 2013.

Corrado Ghinamo lives in Boves, Italy. He received a doctor’s degree in electronic engineering from the Polytechnic University of Turin. He works for an international company as the organizational development manager. His passion for physics, astronomy and natural sciences, together with his Christian faith, led him to become a published author in Italy. His new book about science and faith—The Beautiful Scientist—will be published also in the USA, at the beginning of 2013.