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Cosa è l’evoluzione?

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In Breve

L’evoluzione è il modello biologico per descrivere la storia della vita sulla Terra. Mentre alcuni considerano l’evoluzione come equivalente all’ateismo, BioLogos considera l’evoluzione come una descrizione del modo in cui Dio ha creato tutte le forme di vita. L’evoluzione è legata al concetto di discendenza con mutazioni. Piccole mutazioni accadono a livello genetico (nel DNA) in ogni nuova generazione e questi cambiamenti genetici possono riguardare il modo in cui la creatura interagisce con il suo ambiente. Nel corso del tempo l’accumularsi di queste mutazioni genetiche può alterare le caratteristiche di una intera popolazione: nasce una nuova razza o una nuova specie. Con lo stesso meccanismo avvengono anche i più grossi cambiamenti delle forme di vita, ma in un periodo di tempo molto lungo. Tutte le forme di vita attuali possono essere fatte risalire ad un antenato comune vissuto 3,85 miliardi di anni fa.

In Dettaglio

Introduzione

La parola evoluzione può essere usata in molti modi, ma in biologia sta per discendenza con mutazioni. In altre parole, capitano piccole differenziazioni a livello genetico (cioè nel DNA) ad ogni nuova generazione discendente da una popolazione di individui, all’interno di una data specie. Nel corso del tempo queste modifiche genetiche alterano in modo fondamentale le caratteristiche dell’intera popolazione. Quando la popolazione accumula un numero sostanziale di cambiamenti e le condizioni sono favorevoli, può nascere addirittura una nuova specie.

Discendenza comune universale

Un principio fondamentale della teoria evolutiva è che tutti gli organismi viventi, inclusi gli umani, sono legati l’uno all’altro attraverso una comune discendenza dalle prime forme di vita, che apparvero sulla Terra circa 3,85 miliardi di anni fa. Come nacquero i primi semplici organismi è ancora un mistero scientifico, ma sappiamo che essi avevano un patrimonio genetico ereditario e che erano capaci di riprodursi. Nel corso delle ere, le generazioni successive portarono alla meravigliosa diversità di esseri viventi che esiste oggi. La discendenza comune è sostenuta da molte evidenze scientifiche tra loro indipendenti; le più importanti di queste sono i resti fossili e la comparazione dei genomi di molte specie.

Meccanismi evolutivi

Quando Charles Darwin pubblicò L’Origine delle Specie nel 1859, il concetto di discendenza con mutazioni non era una idea particolarmente nuova o controversa. Il vero salto intellettuale di Darwin fu quello di proporre il meccanismo secondo il quale l’evoluzione agisce. Questo meccanismo, chiamato selezione naturale, è una descrizione di ciò che accade quando capitano delle mutazioni in una popolazione che dispone di risorse limitate. Quando nascono più individui di quanti l’ambiente possa sostenere, quelli con variazioni genetiche vantaggiose hanno più probabilità di sopravvivere di quelli senza tali variazioni. Nel corso del tempo, questa riproduzione con differenziazioni porta a cambiamenti generali dei tratti distintivi di una popolazione.

La selezione naturale è detta “naturale” non perché capita in modo distaccato dall’attività di Dio (dopo tutto, molti credono che le leggi e i processi naturali non sono altro che un riflesso dell’attività di Dio), ma perché rientra nel normale schema della natura, a differenza della selezione “artificiale”, praticata per secoli dai contadini e dagli allevatori di animali.

A parte la selezione naturale, altri meccanismi evolutivi includono la selezione sessuale e la deriva genetica. La selezione sessuale viene messa in atto quando gli individui di un sesso sono attratti dagli individui dell’altro sesso che manifestano determinati tratti (la coda del pavone si è sviluppata in questo modo, per esempio). La deriva genetica è la fluttuazione casuale (cioè non prevedibile) che capita in modo naturale nel patrimonio genetico di una popolazione quando la popolazione è piccola. Gli individui meglio adattati non sempre sopravvivono fino a riprodursi, mentre gli individui non scarsamente adattati non sempre muoiono prima di aver passato i loro geni. Nel tempo, nelle popolazioni di bassa numerosità, la deriva genetica può portare a cambiamenti notevoli.

Più recentemente è stata avanzata l’ipotesi che un gruppo di organismi possa talvolta trarre vantaggio da un dato comportamento di gruppo che sarebbe invece deleterio per un singolo individuo. Questa cosiddetta selezione di gruppo è relativa al bisogno di sopravvivenza di una intera comunità di una determinata specie.

Le mutazioni genetiche come sorgente di variazione

Darwin capì, dopo vari studi, che quando un organismo si riproduce talvolta emergono delle varianti. Sebbene a quel tempo non fosse noto, queste differenze sono la conseguenza delle mutazioni. Le mutazioni sono cambiamenti nel DNA che capitano a causa di errori nella replica del DNA o a causa di esposizione a radiazioni o ad alcuni agenti chimici. La grande maggioranza delle mutazioni sono neutre o deleterie e non sono preservate, ma occasionalmente capitano delle mutazioni favorevoli che vengono passate alle generazioni future.

False convinzioni

Negli anni, un certo numero di false convinzioni hanno portato a confusione o sospetto riguardo all’evoluzione. Una argomentazione comune è che, nonostante centinaia di anni di osservazioni, non è stata prodotta nessuna prova sperimentale a favore della teoria dell’evoluzione di una specie in un’altra, come ad esempio un gatto che evolve in un cane. La verità è che tali drastiche transizioni non sono previste dalla teoria dell’evoluzione. In alcuni casi gli scienziati hanno osservato la speciazione, ma è anche vero che non sono stati osservati cambiamenti maggiori nella forma. Il motivo è che semplicemente non abbiamo osservato abbastanza a lungo. L’evoluzione di nuove forme, ovvero ciò che alcuni chiamano “macroevoluzione”, accade in molto, molto tempo.

Inoltre, l’affermazione che gli umani condividono un antenato comune con le altre specie viventi non deve essere fraintesa nel senso che gli umani si sarebbero evoluti da un’altra specie attualmente esistente. Gli umani condividono effettivamente degli stretti antenati con altri primati viventi, ma invece che essere diretti discendenti di questi ultimi, siamo più come cugini. Gli altri primati si sono infatti evoluti anch’essi nel corso degli ultimi 5-6 milioni di anni, cioè dal tempo in cui gli umani e gli scimpanzé hanno intrapreso strade diverse a partire da un comune antenato.

Una terza falsa convinzione è che l’evoluzione sia un processo casuale e senza scopo. E’ vero che le mutazioni genetiche sono casuali, nel senso che non sono prevedibili, ma la selezione naturale è decisamente non casuale. Se ci sia o meno uno scopo dietro il processo evolutivo non è una domanda scientifica e la risposta dipende molto dalla visione del mondo di ciascuno di noi. Per coloro che credono nel Dio della Bibbia, che ha creato e sostiene l’intero universo, l’evoluzione è semplicemente un magnifico mezzo con cui Egli ha deciso di far procedere la vita.

Il traduttore (About the Translator)

Corrado Ghinamo vive a Boves, Italia. Laureato al Politecnico di Torino, è dottore in ingegneria elettronica. Lavora per una ditta internazionale, in qualità di responsabile dello sviluppo organizzativo. La sua passione per la fisica, per l’astronomia e per le scienze naturali, insieme alla sua fede cristiana, lo hanno portato a scrivere e pubblicare alcuni libri in Italia. Il suo nuovo libro su scienza e fede, The Beautiful Scientist, già pubblicato in Italia con il nome “Il Creatore”, sarà pubblicato negli Stati Uniti all’inizio del 2013.

Corrado Ghinamo lives in Boves, Italy. He received a doctor’s degree in electronic engineering from the Polytechnic University of Turin. He works for an international company as the organizational development manager. His passion for physics, astronomy and natural sciences, together with his Christian faith, led him to become a published author in Italy. His new book about science and faith—The Beautiful Scientist—will be published also in the USA, at the beginning of 2013.