Quale fu la risposta dei cristiani a “L’Origine delle Specie” di Darwin?

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In Breve

Anche prima che Darwin pubblicasse L’Origine delle Specie nel 1859, molti cristiani avevano già accettato il concetto di Terra Vecchia. Uno dei primi sostenitori della scienza dell’evoluzione in America—il biologo di Harward Asa Gray—era un cristiano devoto. Il teologo conservatore B. B. Warfield accettava anch’egli la scienza dell’evoluzione e sia lui che Asa Gray rifiutavano l’idea che l’evoluzione portasse all’ateismo. Perfino gli autori de “I Principi Fondamentali”, pubblicati tra il 1910 ed il 1915, accettavano la visione della Terra Vecchia. Non fu prima di un secolo dopo Darwin che un gran numero di cristiani evangelici e di fondamentalisti incominciarono ad accettare la geologia del diluvio e la creazione in 6 giorni, promossa dagli Avventisti del Settimo Giorno.

(Aggiornato il 10 Luglio 2012)

In Dettaglio

Introduzione

Molti pensano che prima che Darwin pubblicasse L’Origine delle Specie nel 1859, la totalità dei cristiani accettavano una interpretazione completamente letterale della Genesi dei 6 giorni e che ritenevano che la Terra avesse solo qualche migliaio di anni. Invece l’idea di una Terra vecchia era già divenuta molto popolare fra i cristiani, durante il mezzo secolo che precedette L’Origine delle Specie.

Un’altra supposizione errata è che l’arrivo della teoria di Darwin abbia portato la comunità scientifica e quella teologica su due posizioni contrapposte. Ma la storia ci rivela che uno dei primi sostenitori della teoria dell’evoluzione nella comunità scientifica americana fu un botanico, devoto cristiano, chiamato Asa Gray. E, fra i teologi, B. B. Warfield—uno degli architetti della contemporanea comprensione della Bibbia—riteneva che alcune forme di evoluzione fossero anche compatibili con le Scritture.

Le prime risposte cristiane a L’Origine delle Specie in America

Darwin non inventò l’idea dell’evoluzione. Prima che L’Origine delle Specie venisse pubblicata, l’idea dell’evoluzione in molti processi naturali era già diffusa ed il termine sviluppo veniva usato al suo posto nelle discussioni riguardanti i cambiamenti della società umana o la storia del sistema solare. In più, era largamente accettato il fatto che la Terra fosse molto più vecchia di quanto precedentemente immaginato. Molte delle basi conoscitive alla base di questa convinzione derivavano dagli studi geologici effettuati all’inizio di quel secolo. Attraverso lo studio meticoloso dei resti fossili, i naturalisti contribuirono a diffondere la visione secondo la quale la Terra fosse vecchia piuttosto che giovane.

Sebbene molte persone amano evidenziare l’ostilità dei cristiani nei confronti della teoria dell’evoluzione, un attento sguardo alla storia ci rivela dei fatti sorprendenti. Per esempio, il primo scienziato americano che approfondì e sostenne pubblicamente L’Origine delle Specie di Darwin fu il devoto cristiano Asa Gray, al giorno d’oggi considerato uno dei più prominenti biologi americani del diciannovesimo secolo. Persona schiva che evitò la politica, Gray lavorò lontano dai riflettori e per questo non ha la stessa fama di scienziati come Louis Agassiz e T.H. Huxley—entrambi bravissimi nel promuovere se stessi e far nascere dibattiti pubblici. Ma il suo brillante lavoro di ricerca, durante la sua trentennale carriera nell’Università di Harward, contribuì a far entrare gli Stati uniti nell’era della moderna biologia.


Fonte: http://www.huh.harvard.edu/libraries/Gray_Bicent/images/gray_1325.jpg

Asa Gray si impegnò in Cristo nel 1835, qualche anno dopo aver completato gli studi di medicina (proprio come il Dr. Francis Collins della nostra epoca). Cristiano praticante, Gray fu un frequentatore della chiesa e membro di una congregazione locale in Cambridge, Massachusetts. Come scienziato, egli insisteva sul fatto che la scienza dovesse essere neutrale nelle questioni religiose e metafisiche. Gray trovava la teoria dell’evoluzione incredibilmente stimolante per le sue ricerche scientifiche e non la considerò mai pericolosa per la propria fede. Sia prima che dopo aver letto L’Origine delle Specie, Gray rimase fermamente convinto del Credo di Nicea, una professione di fede che i cristiani hanno condiviso fin dai primi tempi della Chiesa.

Cosa succedette quando L’Origine delle Specie balzò nella scena? Le lunghe ricerche di Gray sulle piante americane e giapponesi—che pubblicò dopo aver corrisposto con lo stesso Charles Darwin—lo avevano già convinto che le specie e i generi, trovati in entrambe quelle nazioni, discendevano da progenitori comuni, non da creazioni separate. Egli rispose al libro di Darwin con un autorevole commento su L’Origine delle Specie e difese la teoria scientifica di Darwin in una serie di incontri della American Association for the Advancement of Science, nel 1859 e nel 1860. Gray voleva che L’Origine delle Specie ricevesse una corretta lettura da parte della comunità scientifica ed ebbe perfino un ruolo essenziale nelle negoziazioni per la ristampa de L’Origine delle Specie negli Stati uniti, nel 1860, assicurandosi che gli americani potessero avere l’edizione più accurata possibile nelle loro mani.

Riguardo alle implicazioni teologiche dell’evoluzione, Gray riteneva che la teoria di Darwin non fosse atea, sebbene ammetteva che qualcuno potesse usarla come una “scusa” per non credere. “D’ora in poi”, egli concluse, dobbiamo “riformulare” le argomentazioni “in un modo più corretto, per armonizzare la nostra forte credenza in un progetto divino con la fondamentale convinzione scientifica riguardo alla continuità della natura, adesso estesa alle forme organiche come a quelle inorganiche, agli esseri viventi come alle cose inanimate”. Il problema dell’evoluzione della vita non doveva essere confuso con la questione dell’esistenza di Dio. Al contrario, Gray pensava che ciascuna di queste problematiche dovesse essere studiata utilizzando metodi appropriati rispetto agli oggetti di indagine. Il suo rifiuto di sostenere l’una o l’altra delle due convinzioni considerate da molti antitetiche, trovò sdegno sia negli anti-evoluzionisti che nei sostenitori radicali della scienza, entrambi convinti che l’evoluzione implicasse l’ateismo.

Le prime preoccupazioni teologiche riguardo all’evoluzione

Nei decenni successivi alla pubblicazione de L’Origine delle Specie, i teologi incominciarono a valutare la compatibilità della teoria di Darwin con l’insegnamento cristiano. Alcuni di loro adottarono la visione di Gray, secondo la quale l’evoluzione era il metodo di creazione di Dio. Altri sostenevano che dal momento che Darwin spiegava in altro modo l’apparente disegno presente nella natura, allora era compatibile solamente con l’ateismo. Alcuni studiosi accettavano l’argomentazione di Darwin in favore di un antenato comune, ma rifiutavano l’idea della selezione naturale, per motivazioni scientifiche, o filosofiche o teologiche. Altri si opponevano all’evoluzione solo per quanto interessava il genere umano, in parte a causa della preoccupazione che l’evoluzione potesse andare in conflitto con l’affermazione cristiana che gli esseri umani sono stati creati ad immagine di Dio.

Con il tempo, comunque, perfino alcuni dei teologi più conservatori si convinsero riguardo all’evoluzione. B. B. Warfield, per esempio, sviluppò una autorevole e durevole corrente di pensiero all’interno dell’Evangelismo americano, con la sua convinzione che la Bibbia comunichi la rivelazione di Dio, interamente e senza errori. Ma se da un lato difese l’integrità della Bibbia, dall’altro B. B. Warfield fu anche un cauto sostenitore della possibilità che Dio potesse aver portato avanti la vita tramite il meccanismo dell’evoluzione. La sua posizione fu che Dio opera all’interno e con i processi naturali, piuttosto che essere al posto di essi. Nella mente di Warfield, l’autorevolezza della Bibbia era del tutto compatibile con un processo evolutivo guidato da Dio.

Nascita del Creazionismo della Terra Giovane

Sebbene molti cristiani fossero preoccupati riguardo alle implicazioni derivanti dalla teoria dell’evoluzione di Darwin, entro la fine del diciannovesimo secolo pochissimi autori cristiani sostenevano il concetto di Terra giovane. Una tale convinzione era principalmente confinata all’interno degli Avventisti del Settimo Giorno, che seguivano gli scritti del loro profeta, Ellen G. White. Ella affermava di aver visto la creazione della Terra in una visione concessale da Dio. In un’altra visione, Dio le avrebbe rivelato che il diluvio di Noè produsse i resti fossili. I primi Avventisti spiegavano quindi i dati geologici, raccolti all’inizio del diciannovesimo secolo, con la loro interpretazione della storia del diluvio secondo la Genesi 6-8.

Tra il 1910 e il 1915, un gruppo di cristiani conservatori scrisse un grande numero di articoli intitolati I Principi Fondamentali. Questi chiarivano l’opinione dei cristiani conservatori e il loro intento di preservare la fede dagli attacchi di quel tempo. Fatto interessante, I Principi Fondamentali non dichiaravano che il diluvio di Noè dovesse essere considerato come la corretta spiegazione dei dati geologici; inoltre, gli autori de I Principi Fondamentali accettavano il concetto di Terra vecchia. Perfino William Jennings Bryan, un fondamentalista che si batté contro l’insegnamento dell’evoluzione delle scuole pubbliche, accettava la Terra vecchia.

Nonostante ciò, la moderna campagna dei Creazionisti è nata come movimento anti-evoluzionista a partire dai decenni che seguirono. Il centesimo anniversario della pubblicazione di Darwin, nel 1959, diede vigore allo sforzo degli accademici di far conoscere meglio la teoria di Darwin all’opinione pubblica. Attorno a quegli anni il governo federale fondò il Biological Sciences Curriculum Study (BSCS), che produsse una serie di libri di testo che insegnavano l’evoluzione senza riserve. Molti cristiani conservatori di quel tempo videro questo come un tentativo di “inculcare” l’evoluzione nelle teste dei ragazzi.

Praticamente come risposta a questa azione, John Whitcomb ed Henry Morris nel 1961 aggiornarono la geologia del diluvio degli Avventisti con il loro libro Il Diluvio della Genesi. Whitcomb e Morris espressero il loro punto di vista secondo il quale il diluvio di Noè poteva spiegare in altro modo quelle che erano apparentemente delle evidenze geologiche per una Terra vecchia. Poco dopo, incominciarono a formarsi piccoli gruppi di scienziati cristiani conservatori che sostenevano questa idea. Vennero conosciuti con il nome di Creazionisti della Terra Giovane ed essi stessi si riferivano alla loro geologia del diluvio con il termine Creazionismo Scientifico. Il movimento continuò a crescere e negli anni settanta il termine “Creazionismo” sempre più fu associato all’opinione che Dio avesse creato in soli 6 giorni e al concetto di Terra giovane; tale termine non veniva quindi più associato alla più generale e fondamentale convinzione che Dio sia il Creatore del cielo e della terra, indipendentemente dalla scala temporale implicata.

Conclusioni

Tornando alla pubblicazione de L’Origine delle Specie del 1859, abbiamo visto che la reazione originale dei cristiani nei confronti della teoria di Darwin non fu universalmente ostile e che Asa Gray la trovò perfino scientificamente rivoluzionaria. Con la sua fede fermamente fondata sul credo della chiesa antica, Gray condusse delle brillanti ricerche scientifiche e mantenne un solido impegno in Cristo.

Non fu in realtà prima della seconda metà del ventesimo secolo che il Creazionismo della Terra Giovane divenne una visione diffusa all’interno della comunità evangelica. Sapendo questo, molti cristiani oggi hanno deciso di smettere di “far guerra” alla scienza. Studiosi prominenti come Asa Gray e B. B. Warfield dimostrarono che è certamente possibile tenere in buona considerazione le Scritture e al tempo stesso accettare le evidenze scientifiche della teoria dell’evoluzione.

Further Reading

Recommended External Resources

  • Davis, Edward B. “Science Falsely So Called: Fundamentalism and Science.” In The Blackwell Companion to Science and Christianity, ed. J. B. Stump and Alan G. Padgett (Oxford: Blackwell Publishing, 2012), 48-60. (book info)
  • Dupree, A. H. Asa Gray:1810-1888. (Harvard University Press, 1959)
  • Keeney, Elizabeth. “Gray, Asa (1810-1888).” In The History of Science in the United States: An Encyclopedia, ed. Marc Rothenberg (New York: Garland Publishing, 2001), 244-45.
  • Livingstone, David N. Darwin's Forgotten Defenders: The Encounter between Evangelical Theology and Evolutionary Thought. Grand Rapids, Mich.: W.B. Eerdmans; Edinburgh, 1987. (book info)
  • Miles, Sarah Joan. “Charles Darwin and Asa Gray Discuss Teleology and Design”. Perspectives on Science and Christian Faith. Volume 53, Number 3, September 2001. (pdf)
  • Noll, Mark A. and David Livingstone. “Charles Hodge and B. B. Warfield on Science, the Bible, Evolution, and Darwinism.” In Perspectives on an Evolving Creation, ed. Keith B. Miller (Grand Rapids: Wm. B. Eerdmans Publishing Company, 2003), 61-71. (book info)
  • Numbers, Ronald L. “Why is Creationism So Popular in the USA?” The Faraday Institute of Science and Religion, Course, September 15, 2007 (search engine, enter “Numbers” to access audio and video)
  • Numbers, Ronald L. “Creationism History: Darwin Comes to America” Counterbalance Interactive Library (html).
  • Warfield, B. B. Evolution, Science, and Scripture: Selected Writings, ed. Mark A. Noll and David N. Livingstone (Grand Rapids: Baker, 2000).

Notes

  1. Two of the most insightful books dealing with the discovery of Earth’s antiquity are Paolo Rossi’s The Dark Abyss of Time: The History of the Earth and the History of Nations from Hooke to Vico (Chicago: University of Chicago Press, 1984); and Rhoda Rappaport’s When Geologists Were Historians, 1665-1750. (Ithaca: Cornell University Press, 1997).
  2. David N. Livingstone, Darwin’s Forgotten Defenders: The Encounter Between Evangelical Theology and Evolutionary Thought (Grand Rapids, MI: W. B. Eerdmans, 1987), xi. (book info)
  3. Francis Collins’ conversion to Christianity is described in his book The Language of God: A Scientist Presents Evidence for his Belief (New York: Free Press, 2007) (book info)
  4. Dupree, A. H. Asa Gray: American Botanist, Friend of Darwin. (Baltimore: Johns Hopkins University Press, 1988)
  5. Asa Gray, “Darwin on the Origin of Species”, in The Atlantic, July 1860 (html).
  6. Asa Gray, Natural Science and Religion: Two Lectures Delivered to the Theological School of Yale College (C. Scribner's Sons, 1880) (html). Asa Gray, Darwiniana; Essays and Reviews Pertaining to Darwinism (D. Appleton 1884) (html)
  7. James McCosh (1811-1894) of Princeton University endorsed this view. See Ronald L. Numbers, “Creationism History: Darwin Comes to America” Counterbalance Interactive Library (html).
  8. Princeton Theological Seminary’s Charles Hodge held this perspective. For a BioLogos reponse to evolution being atheistic, see “How is BioLogos different from Evolutionism, Intelligent Design, and Creationism?” (html).
  9. Livingstone, Darwin's Forgotten Defenders. For definitions of common ancestry and natural selection and today’s evidence for natural selection, see BioLogos questions on Scientific Evidence (html).
  10. Numbers, Darwinism Comes to America, (Cambridge, MA: Harvard University Press, 1998), 2. For a Biologos response, see “How could humans have evolved and still be created in the “image of God”? (html)
  11. See B.B. Warfield, "Calvin's Doctrine of the Creation" Princeton Theological Review 13 (1915) (html); Warfield, Lectures on Anthropology, Speer Library: Princeton University, 1888; and Warfield, "The Real Problem of Inspiration" in The Inspiration and Authority of the Bible, edited by S. G. Craig, Philadelphia: Presbyterian and Reformed Pub. Co., 1948.
  12. Numbers, Ronald L. “Why is Creationism So Popular in the USA?” The Faraday Institute of Science and Religion, Course, September 15, 2007 (search engine, enter “Numbers” to access audio and video). This source is used in the next few paragraphs.
  13. The Fundamentals: A Testimony to the Truth…Compliments of Two Christian Laymen (Chicago, IL: 1910) (html)
  14. Ronald L. Numbers, The Creationists, 1st ed. (New York: Knopf: Distributed by Random House, 1992). (book info) As quoted by Numbers, Darwinism Comes to America, 4.
  15. John C. Whitcomb and Henry M. Morris, The Genesis Flood: The Biblical Record and Its Scientific Implications (Philadelphia, PA: Presbyterian and Reformed Pub. Co., 1961).

Il traduttore (About the Translator)

Corrado Ghinamo vive a Boves, Italia. Laureato al Politecnico di Torino, è dottore in ingegneria elettronica. Lavora per una ditta internazionale, in qualità di responsabile dello sviluppo organizzativo. La sua passione per la fisica, per l’astronomia e per le scienze naturali, insieme alla sua fede cristiana, lo hanno portato a scrivere e pubblicare alcuni libri in Italia. Il suo nuovo libro su scienza e fede, The Beautiful Scientist, già pubblicato in Italia con il nome “Il Creatore”, sarà pubblicato negli Stati Uniti all’inizio del 2013.

Corrado Ghinamo lives in Boves, Italy. He received a doctor’s degree in electronic engineering from the Polytechnic University of Turin. He works for an international company as the organizational development manager. His passion for physics, astronomy and natural sciences, together with his Christian faith, led him to become a published author in Italy. His new book about science and faith—The Beautiful Scientist—will be published also in the USA, at the beginning of 2013.